Tutta la verit  nient’altro che la verit  è la lente di ingrandimento dietro alla quale viene vista l’Italia. Finalmente un politico (Michele Placido) che non riesce a mentire e dice tutta la verit , il vaso di pandora si apre e fa il suo ingresso uno squarcio dell’Italia di oggi, quella corrotta, quella dei raccomandati, quella dei ricchi, quella della casta. “Viva l’Italia”, come ha sottolineato il regista Massimiliano Bruno, è un affresco del nostro Paese con tutte le sue contraddizioni. A muovere i fili della narrazione lo stesso regista-attore che, da voce fuori campo, legge alcuni articoli della Costituzione che scandiscono e danno ritmo alla trama.
A Napoli a presentare il film, insieme al regista Bruno, gli attori Raoul Bova, Edoardo Leo e la coproduttrice Federica Lucisano. Un cast ricco di attori d  vita a una favola tragicomica che grazie a una patologia fa guarire dalla vera malattia, ossia la mala politica. Forte e simbolica l’immagine dell’Italia, rappresentata da tre fanciulle con parrucche tricolori, sodomizzata dalla politica. Il film, tra battute esilaranti e spesso irriverenti, cerca di denunciare un modo d’essere oramai troppo consueto da non disdegnare chiunque, emblematica la frase del personaggio Placido “non c’è anomalia, siamo in Italia dove i ricchi passano sempre avanti”.
Una strampalata famiglia racconta il Bel Paese e le sue tante contraddizioni, senza risparmiare niente e nessuno Michele Spagnolo (Michele Placido), un politico che in trenta anni di carriera ha sempre anteposto il suo tornaconto al bene comune, in seguito ad un colpo apoplettico perde la capacit  di “autocensura” e fa tutto quello che gli pare, dice tutto quello che gli passa per la testa e non si rende proprio conto delle conseguenze. Da questo momento in poi Michele Spagnolo diventa una mina vagante per se stesso, per la famiglia e per il partito. Corrono a salvarlo i suoi tre figli (l’integerrimo medico Riccardo-Raoul Bova; la poco talentuosa attrice Susanna-Ambra Angiolini e il buono annulla Valerio-Alessandro Gassman).

Il film si chiude come in un perfetto cerchio, con una sorta di comizio
. A farlo questa volta non più il corrotto e infedele politico, ma l’uomo che rinsavito fa un appello al risveglio delle coscienze con l’immancabile proposta, purtroppo troppo utopistica, di inserire un nuovo articolo nella Costituzione, il 140 “Tutti i cittadini hanno diritto a conoscere la verit ” e forse sarebbe l’unico modo per gridare davvero “Viva l’Italia”.

Nelle foto, in alto, Raoul Bova. In basso, Massimiliano Bruno e Edoardo Leo

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