Carcere, lavori obbligati, appiattimento psicologico, annullamento fisico. Poi un nuovo recluso che fa la differenza. Si libera il tempo, la mente, si apprezza ciò che si ha in quella condizione. Una nuova primavera che verrà spezzata da un direttore capace di interpretare il cambio di passo e di avvertire che quella “normalità” non avrebbe fatto più la differenza per lui che era dall’altro lato.

Cimino| ilmondodisuk.com
Qui sopra, la copertina del libro. In alto, un’immagine che evoca la memoria

E’ questo il primo di diversi racconti contenuti nel libro “Senza timore di esser soli” di Sergio Cimino, MReditori, pagg. 146, euro 10,00. Il 3 novembre 1985 il Napoli torna a battere la Juventus al San Paolo dopo undici anni di astinenza. A decretarne la vittoria una punizione in area con traiettoria al limite del possibile fisico, di Diego Armando Maradona.
Quando si è disposti a lottare mettendo in gioco la propria vita per quello in cui si crede. Essere partigiani. Il prezzo da pagare è molteplice. Quello più pesante è il distacco da ciò che ci fa amare la vita, affinché si possa indossare la “corazza” del guerriero.
In una classe di una scuola primaria, gli alunni hanno sviluppato una forte coscienza collettiva, grazie alla loro maestra. Un giorno quest’ultima inizia ad assentarsi per sottoporsi ad accertamenti medici e i bambini devono essere divisi ripetutamente in altre classi. Tali circostanze rappresenteranno un banco di prova, su cui misurare la saldezza del loro sentirsi comunità.
Racconti apparentemente scollegati tra loro, così leggendo pagina dopo pagina diventa sempre più chiaro il fil rouge che li lega: il tempo, il senso della vita, i ricordi, l’appartenenza.
Il linguaggio è gradevole, come la struttura del libro, scorre e rilascia immaginazione, pensieri vivi; la semplicità in cui sono avvolte le storie, con un linguaggio forbito e che si fa rispettare, rappresenta la sua stessa forza.
Racconti originali, non scontati, dove non ci si aspetta il lieto fine “obbligatorio”, una scrittura il cui corpo contiene tutte le misure di uno stile narrativo ricercato. Luoghi, immagini, colori, diventano veri, catturano, addirittura rilasciano benessere.
Proprio come la storia di Stud, un pugile di età avanzata costretto a combattere ancora per pagarsi il mutuo della banca. Viene utilizzato per “svezzare” i giovani pugili rampanti. Durante le pause tra un round e l’altro ripercorre con il ricordo la sua vita.
E qualcuno se ne è accorto: uno dei racconti contenuti nel libro è risultato essere il terzo classificato alla XII edizione del Premio Letterario Nazionale Giovane Holden, sezione Romanzo Inedito. E allora, come si dice in questi casi vale la pena leggerlo.