5 domande per Napoli”“. Proseguiamo con la nostra rubrica di approfondimento politico. Obiettivo: determinare un quadro di idee, analisi, contributi, dubbi, proposte, di autorevoli commentatori in uno spirito di coraggio, umiltà e compartecipazione, a servizio della città a venire. Ne parliamo con Toni Nocchetti, presidente Associazione “Tutti a Scuola” – Onlus  


Napoli è tra più fuochi: un avamposto contro l’autonomia differenziata avanzata dalle Regioni del Nord, una città alla ricerca di un’identità perduta tra le tante “anime” del Mezzogiorno ed un capoluogo che non accetta fino in fondo la sfida nell’ambito dei paesi del Mediterraneo.
Avere un’idea di città significa avere un’idea di futuro. Quale la tua?
«Questa domanda in realtà ha in sé tante risposte: la questione della autonomia delle regioni ricche è sicuramente una priorità che mi sembra le scelte del governo nazionale hanno parzialmente avversato con decisioni che vanno, anche se a lungo termine, verso il riequilibrio della spesa pubblica. Si tratterà di capire cosa accadrà tra qualche tempo ma, è chiaro a tutti o almeno dovrebbe esserlo ai cittadini del Mezzogiorno, che la giustizia sociale si costruisce solo con quella economica».
L’esigenza di una piattaforma programmatica propositiva, di medio-lungo periodo, non necessariamente in contrapposizione alle città del Nord, è più che una necessità per Napoli e per il Sud. Questa scelta impone un dialogo pressante con i Governi, qualsiasi essi siano, per un capoluogo che conti e non solo racconti. Il dialogo istituzionale è positivo sempre e comunque oppure deve passare prima per una rottura traumatica, viste le tante “sottrazioni” a cui gli esecutivi nazionali ci hanno tristemente abituati?
«La rottura del governo cittadino in questi ultimi dieci anni, prima con il governo nazionale Renzi e poi con quello regionale a guida De Luca, rappresenta senz’altro un errore da non ripetere più. Più volte ho scritto e ripetuto che per un amministratore la collaborazione tra le istituzioni rappresenta un dovere innato, se non accade si tratta di un comportamento eversivo».
Le categorie sociali e economiche di Napoli molto spesso disegnano “separatamente” il destino dei cittadini, ognuno con la presunzione della conoscenza che diventa verità assoluta e non riproducibile da tutti gli altri. Il dialogo, la sintesi, una comunità di interessi, tra i soggetti sociali della nostra città sono possibili o ci dobbiamo rassegnare per sempre?
«Temo che il senso di comunità sia estraneo alla maggior parte dei cittadini; le ragioni sono diverse ma le responsabilità sono anche, in quota parte, da attribuire a una classe politica autoreferenziale e “innamorata” del proprio ego. La strada è lunga ma bisogna provarci ancora. E sempre».
Dopo il Covid 19 è cambiato il mondo e le città non potranno restare a guardare. Secondo te, Napoli in quale miglior modo può reagire, quale terreno deve principalmente recuperare per non “perdersi” definitivamente?
«Se ognuno farà la propria parte  al lavoro, a scuola, nella gestione del tempo libero la ripresa, lenta e faticosissima, ci sarà. In caso contrario, scorciatoie di comodo e comportamenti da furbetti ci affosseranno definitivamente».
La partecipazione è un elemento di valore e dovrebbe riguardare la politica, ma anche e soprattutto l’ambito sociale e culturale, ma troppo spesso evoca scenari senza sporcarsi le mani. Napoli ha bisogno di un orizzonte ma anche di certezze amministrative e comportamentali. Al futuro ci si arriva con atti concreti, costanti e duraturi. Da dove si comincia per allargare la base democratica in città?
«Donne e uomini di buona volontà possono e devono farlo impegnandosi e scegliendo di partecipare anche alla vita politica. Purtroppo la politica è quasi invariabilmente ridotta alla ricerca del consenso a tutti i costi. Se questo non cambierà per i cittadini la politica rimarrà sempre il teatrino miserevole al quale siamo costretti a assistere. Con buona pace per le eccezioni che esistono ma sono come “agnelli in mezzo ai lupi”».
©Riproduzione riservata
Nelle foto, Toni Nocchetti e uno scorcio di Napoli realizzato da Enzo Abramo per Pixabay 

RISPONDI