Siamo nel 1943 e spie tedesche e americane convergono su Porto Santo Stefano, tra la Maremma Grossetana e il Monte Argentario, per dare vita all’ultimo libro scritto dalla premiata ditta Marco Consentino e Domenico Dodaro, La radiomante di Himmler, da qualche giorno in libreria per Neri Pozza.
Una spy story ambientata in un momento drammatico del secondo conflitto mondiale in cui l’Italia scivolava verso un terribile epilogo: i tedeschi ancora presenti sul territorio si ritiravano mentre le forze alleate risalivano la penisola dalla Sicilia. Il racconto, che si dipana tra Berlino e la costa toscana, ruota intorno a due personaggi ispirati a persone realmente esistite: Maria Magnani e Corismo Corsi, ovvero, Maria Mataloni e il marito Costantino Cattoi.
Nel romanzo hanno altri nomi ma le vicende narrate si riferiscono a loro, tenente colonello dell’aviazione lui, rabdomante lei, si conobbero nel 1930 nell’occasione in cui Mataloni, bacchetta alla mano, trovò una fonte idrica.
Dopo essersi sposati crearono una società radio geotecnica per svolgere ricerche idriche, minerarie ed archeologiche e tra le testimonianze del loro lavoro l’Istituto Luce conserva un video e delle fotografie scattate nel 1931 in occasione della ricerca di reperti etruschi a Leprignano che, attraverso la bellezza del bianco e nero, restituisce le loro storie alla memoria collettiva come le pagine del romanzo in cui gli autori delineano i personaggi facendo emergere le pulsioni di ognuno, Himmler compreso.
Chi convinto della supremazia della razza ariana perché certa del valore della persona a capo di una macchina messa a punto per dominare il mondo, chi spinto dalla necessità di eseguire gli ordini, chi mosso dall’idea di liberare l’Europa e riscrivere l’ordine tra le potenze, chi intento a sopravvivere in attesa della fine della follia umana, tutti giocano la propria parte in una partita nella quale l’oggetto del contendere è la donna italiana dotata di poteri in grado di scoprire tesori nel sottosuolo.
Ma perché Himmler è interessato ad avere la radiomante italiana a Berlino? Perché nella lotta tra gerarchi per conquistare il primato nelle grazie di Hitler è convinto che la scoperta dell’oro del Reno gli garantirebbe l’ambito risultato.
Come in ogni spy story degna di questo nome tra le pagine popolate dai buoni e i cattivi l’erotismo e le scene d’azione fanno da cornice alle vicende della coppia di italiani che, unendo il talento di Cattoi per la prospezione fotografica applicata alla cartografia e le doti di Mataloni, riuscirono a individuare siti archeologici, lavorare per la dotazione di acquedotti autonomi in oltre cento aeroporti, scoprire giacimenti di gas, laghi sotterranei in Libia e molto altro.
L’abilità degli autori si svela nella capacità di gestire uno stile narrativo fluido nel quale non si avverte nessuna cesura tra la penna dell’uno e dell’altro e si gode la perizia delle descrizioni di scenario e ambientazione che accompagnano chi legge in una dimensione temporale sospesa nella quale i personaggi assaporano una calma che ha tutte le caratteristiche di un monito che si sostanzia negli impercettibili segnali che popolano l’imminenza di una catastrofe.
Dal racconto emergono considerazioni di tipo antropologico di stampo nazista non soltanto nei confronti degli ebrei o degli esseri umani rubricati al di sotto della specie ariana e, pertanto, utilizzabili per qualsiasi scopo ritenuto interessante come la ricerca e la sperimentazione medica, il lavoro forzato o, semplicemente, lo sterminio ma anche rispetto agli italiani classificati alla stregua di codardi, voltagabbana, un popolo privo di onore, disciplina e ideali, gente da poco.
La figura di Himmler, presentata per il poco noto aspetto dell’interesse nutrito per l’astrologia, la divinazione, i culti antichi e le scienze definite di confine, riporta alla mente quel che Hannah Arendt ha spiegato al mondo essere la banalità del male.
Il gerarca nazista lo vediamo attendere alle proprie occupazioni – perpetrare orrori e violenze inaudite – con meticolosa organizzazione e routinaria applicazione. Consentino e Dodaro, dopo Madame Vitti, traggono dalle pieghe della storia un’altra donna italiana la cui storia è giusto venga conosciuta e ricordata.
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IL LIBRO
Marco Consentino Domenico Dodaro,
La radiomante di Himmler
Neri Pozza
Pagine 313
euro 20
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