Le disobbedienti/ Clara Calamai, una diva in carne e ossa che scelse sempre con il cuore

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Tra le attrici del cinema italiano degli anni Trenta e Quaranta del Novecento Clara Calamai (1909-1998) ha un primato: l’apparizione di un seno nudo sullo schermo. Era il 1942 e Blasetti girò 18 fotogrammi in La cena delle beffe, solo75 centesimi di secondo per suscitare uno scandalo che fece la fortuna del film aumentando la notorietà dell’attrice toscana.
L’episodio è riportato nelle pagine della biografia romanzata Bellissima dea. Storia di Clara Calamai scritta da Maurizio Zaccaro e pubblicata da Vallecchi. Un lavoro di cui Emanuela Martini nella prefazione scrive: «Un equilibrio delicato, quello di Bellissima dea, che si legge come un romanzo, il romanzo di una signora che scelse probabilmente sempre con il cuore, e poi con lo stesso cuore se ne pentì. O forse no, non se ne pentì, ma magari continuò a chiedersi, come facciamo tutti, cosa sarebbe accaduto se avesse imboccato una diversa sliding door. Ma allora forse non sarebbe stata Clara Calamai».
Arrivata a Roma nel 1935 sotto l’ala protettrice di un’attrice, scrittrice e donna futurista, Enif Angiolini, Calamai iniziò la carriera frequentando il Centro Sperimentale di Cinematografia dove Blasetti insegnava e la scelse per interpretare i primi ruoli.
Bella, intelligente e sensuale, sul set si innamorò di Luchino Visconti, un amore senza speranza poiché il regista, costretto dai tempi a nascondere l’orientamento sessuale, non era interessato. L’autore racconta le amicizie con attori e attrici, costumisti, registi e sceneggiatori che hanno fatto la storia del neorealismo e della cinematografia del nostro Paese attraverso una narrazione che alterna i ricordi di gioventù alla contemporaneità degli ultimi anni di vita.
Nel 1945, dopo il matrimonio con l’affascinante conte Leonardo Bonzi, si trasferì a Milano diradando i suoi impegni di lavoro, negli anni Sessanta partecipò a qualche film e qualche lavoro per la televisione, la sua ultima apparizione è del 1975 nel film di Dario Argento Profondo rosso.
La donna che nelle pagine si racconta non risparmia di menzionare paure, delusioni, speranze e ambizioni sfiorando le difficoltà del periodo fascista e le tragedie della guerra e concentrandosi sulla passione per un lavoro svolto con dedizione e impegno.
Elegante, distaccata e dal bel portamento, incarnava l’ideale femminile per tanti uomini che in lei vedevano una diva, se non una inarrivabile dea, fino a quando non dismise gli abiti sfarzosi delle pellicole storiche per indossare quelli sdruciti della protagonista di Ossessione il film di Visconti che aprì la strada al neorealismo e la consacrò come oggetto del desiderio. «[…]. Comunque sia di sbagli ne ho fatti parecchi, film inutili, brutti, altri che invece potevo fare e non ho fatto, insomma mi sono fatta del male da sola, non me lo perdonerò mai».
Nei dialoghi si svela la malinconia, il rammarico, la rabbia ma anche l’amore per il secondo uomo della sua vita, Valerio Andreoni generale dell’aviazione, l’amicizia e il racconto di aspetti tecnici che permettono di capire come il modo di lavorare nel settore del cinema sia cambiato, quanto siano mutati i valori e i parametri oltre che i metodi di lavorazione.
Zaccaro ci restituisce la memoria di una donna e un’attrice da non seppellire nel passato ma da far conoscere e ricordare grazie a uno stile narrativo fluido, intimo e mai noioso o sopra le righe.
Il ritratto che ci consegna non è quello etereo della diva dei telefoni bianchi avvolta in sinuosi abiti ma quello di una donna in carne e ossa che si interroga sulla propria vita e le scelte compiute domandandosi se, forse, le cose dopotutto avrebbero potuto andare in altro modo, un interrogativo accompagnato da uno sguardo intenso dagli occhi dalla forma allungata che non lasciava indifferenti e da un sussurro che aleggia nell’aria intorno all’autore.
Chi scrive una biografia guarda le parole stampate sulla carta e fa fatica a prendere commiato da un’anima che ha tenuto tanto vicino a sé da intuirne i pensieri per, poi, svelarli al mondo. Un libro che farà la gioia dei cinefili e non solo.  
©Riproduzione riservata
IL LIBRO                
Maurizio Zaccaro
Bellissima dea. Storia di Clara Calamai
Vallecchi
Pagine 249
euro 18
L’AUTORE
Maurizio Zaccaro è regista e sceneggiatore. Fra i suoi film ricordiamo Dove comincia la notte (1991), David di Donatello come miglior regista esordiente, L’Articolo 2 (1993), premio Solinas per la sceneggiatura, Il carniere e Un uomo perbene, Nour (2019). Dal 2000 a oggi ha diretto inoltre numerosi documentari, sceneggiati e film per RaiUno e Mediaset, fra i quali Fernanda. Ha pubblicato Bleu (Maggioli, 2017), La scelta. L’amicizia, il cinema, gli anni con Ermanno Olmi (Vallecchi, 2020) e Sotto il sole. Racconti di uomini animali e ombre (Vallecchi, 2022).

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