Le disobbedienti/ Hannis e Polina, un amore sul filo della melodia. Quella scelta di una donna che rifiuta l’incertezza quotidiana

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«Quando mai la musica è stata qualcosa di diverso dalla magia?» scrive Takis Würger nel romanzo, in libreria dall’altro ieri per Neri Pozza, Melodia per Polina. Ci sono storie nelle quali i protagonisti impiegano buona parte della vita a comprendere chi e cosa sia realmente importante e cosa li renda felici.
Hannis e Polina si allontanano e si avvicinano sulle note delle melodie che lui si porta dentro e – con difficoltà- lascia venir allo scoperto, la composizione musicale è il codice interpretativo ed espressivo della vita, è il suo linguaggio, le parole, quelle no, gli si impigliano nei pensieri.
Due bambini nati e cresciuti insieme dalle sole madri: Polina ciarliera e dinamica, Hannis riflessivo e taciturno entrambi affaticati dal trovare il loro posto in un mondo nel quale sembra siano deficitari di qualcosa, poco adeguati e decisamente lontani dagli standard sociali.
Un romanzo sull’amicizia e l’amore, sulla differenza del ritmo interiore e sul potere della musica di cui l’autore scrive creando la suggestione di un potere salvifico e magico che raggiunge chi ascolta, accenti che fanno affiorare alla memoria le pagine scritte da Süskind ne Il profumo, il primo individua nell’udito e il secondo nell’olfatto la dimensione attraverso cui condurre la propria ricerca esistenziale e il modo di ammaliare le persone, le intenzioni sono ben diverse e lontane – Hannis non è un’anima nera come Jean-Baptiste Grenouille – ma il moto dell’animo umano è lo stesso: esercitare una fascinazione che induca le persone a comportamenti che abbandonano la sfera razionale per seguire quella emotiva. Un messaggio forte sulla duplice natura umana alla costante ricerca di un equilibrio: ragione e sentimento, razionalità ed emotività, istinto e pensiero.
Fin dalla nascita i due bambini sono legati nel profondo da una corrente sotterranea che quando affiora inonda di luce e quando si inabissa lascia detriti di sconforto e tristezza, l’incapacità e l’arrendevolezza di Hannis nel comunicare i suoi sentimenti e la paura di condividere la sua musica con il resto del mondo portano Polina alla scelta di partire e Hannis a inventarsi una quotidianità che abbia un qualche senso.
A quest’ultimo, dopo la perdita degli affetti, rimane solo una sbiadita figura paterna con cui nulla ha in comune, a salvarlo dal gorgo di infelicità saranno l’amicizia e la consapevolezza che l’autocommiserazione e la rinuncia sono i meccanismi con i quali si persegue l’auto sabotaggio e che – per superare quel che atterrisce- è necessario misurarcisi cambiando prospettiva.
Il panico del palcoscenico si attenua dopo aver letto le numerose lettere inviategli da chi ascoltando la sua musica ha provato emozioni e sentimenti per i quali gli è grato, la scoperta della capacità della musica di raggiungere ognuno a proprio modo lo sostiene nell’intento: suonare in pubblico per ritrovare l’unica donna amata, Polina.
Il giudizio degli altri non è più cosa importante, la musica assume significati diversi per persone differenti, quel che conta è far giungere la melodia scritta per la sua metà fin dove lei si trova.
Würger sfiora le differenze culturali scegliendo una protagonista turca e un protagonista tedesco e si concentra sulla ricerca di sé stessi, sulla complessità del percorso da compiere, sulla non intenzionalità nel ferire che ci ama, sulle incomprensioni che possono minare le amicizie, le difficoltà da affrontare e l’imprevisto rappresentato dalle persone che si incontrano sul proprio cammino.
L’interiorità di Hannis, i suoi silenzi e la riservatezza, che vengono bollati come sintomi evidenti di un ritardo cognitivo, suggeriscono a chi legge la frettolosità di giudizio che raggiunge quanti hanno ritmi, pause e tempi che differiscono da quelli della maggioranza non abbastanza attenta a percepirne la profondità della sensibilità.
Una sensibilità che, in certe persone, segue una legge non scritta secondo cui quando si è calamitati da qualcosa che appassiona si riesce, sempre, a trovare il modo di non allontanarsene, Hannis ama la musica ma quando decide di non voler più suonare inizia a trasportare pianoforti, a studiarne la meccanica e i diversi tipi di legno con cui sono costruiti perché, in fondo, la sensibilità non lascia scampo se si ama qualcosa lo si ricerca in qualsiasi forma e aspetto possa manifestarsi, è un anelito che non si placa fin quando non trova appagamento.
Polina sarà raggiunta dalla melodia che Hannis compose per lei quando erano ragazzi e – nel tempo- ha adattato al loro viaggio nella vita? Niente spoiler, basta leggere fino alla fine per scoprirlo.
©Riproduzione riservata

IL LIBRO
Takis Würger,
Melodia per Polina
Neri Pozza
Pagine 239
euro 20

L’AUTORE

Takis Würger (1985), giornalista e scrittore, è stato corrispondente per Der Spiegel da Afghanistan, Libia e Iraq. I suoi reportage gli sono valsi vari riconoscimenti, tra cui il German Reporter Award e il CNN Journalist Award. A 28 anni si è trasferito a Cambridge per studiare Storia delle idee. Al suo romanzo d’esordio, Il club (Keller 2021), è seguito Stella (Feltrinelli 2019). Melodia per Polina è stato pubblicato in 25 paesi.

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