Accademia di Belle arti/ Quelle costumiste italiane che vestono la musica: donne all’Opera tra mostra e convegno

0
82

 Vestire la musica. Costumiste italiane all’Opera. Una mostra a cura di Marianna Carbone, Federica De Rosa e Zaira de Vincentiis e un convegno raccontano l’atto conclusivo del progetto Casta Diva – An International Research and Production Digital Platform on Women in Italian Musical Theatre, finanziato   dall’Unione Europea nell’ambito del PNRR – NextGenerationEU.
Casta Diva, con capofila il conservatorio “A. Vivaldi” di Alessandria, ha riunito dodici istituzioni distribuite sul territorio nazionale attorno a un obiettivo comune: studiare, valorizzare e restituire piena visibilità al ruolo delle donne nel teatro musicale italiano.
All’interno di questo quadro, l’Accademia di Belle Arti di Napoli ha scelto di focalizzare il proprio contributo sulla figura della costumista nell’opera lirica.
La mostra (foto) è il punto di approdo visibile di un lungo percorso di studio e ricerca che affonda le radici nella storia stessa dell’Accademia: qui, nei primi anni Settanta del Novecento, fu istituita la prima cattedra italiana di Costumistica e tecnica del costume, affidata a Odette Nicoletti, da cui prese forma una vera e propria scuola napoletana di costume teatrale.
Nella Galleria dell’Accademia  figurano costumi di Santuzza Calì, Marianna Carbone, Daniela Ciancio, Zaira de Vincentiis, Giusi Giustino, Vera Marzot, Odette Nicoletti e Franca Squarciapino, accanto ai lavori delle studentesse e degli studenti dei corsi di Tecniche sartoriali per il costume degli ultimi anni accademici.
Costumi, accessori e bozzetti non si presentano come oggetti isolati, ma come tracce di processi creativi: forme nate dall’incontro tra idea e materia, tra memoria figurativa e necessità della scena.
I materiali provengono dall’archivio Gli Alberi di Canto di Mariano Bauduin — con costumi realizzati dalla sartoria GP11 di Roma tra gli anni Ottanta e il 2010 — dall’Archivio storico del Teatro di San Carlo di Napoli e dal Teatro Regio di Torino.
Nel percorso espositivo, entrano in dialogo con le opere della Galleria dell’Accademia, in un confronto che attraversa tempi, iconografie e modelli, mostrando come il costume teatrale si nutra di una lunga memoria delle immagini e, al tempo stesso, la traduca in viva presenza scenica.
Quattro giornate di studio, organizzate nell’arco dell’ultimo anno a cura della responsabile scientifica Marianna Carbone, insieme a Federica De Rosa e Zaira de Vincentiis, confluiranno nel convegno conclusivo ospitato nell’Aula Magna dell’Accademia il 30 aprile (ore 9 – 13).
Gli interventi di Denise Wendel-Poray, Lucia Masina, Carmen Giannattasio e Paola De Simone offriranno prospettive differenti e  convergenti per ricomporre i fili dell’intero progetto. La mostra sarà inaugurata dopo il convegno.

RISPONDI

This site is protected by reCAPTCHA and the Google Privacy Policy and Terms of Service apply.