“Diotima” è una comunit  filosofica di donne che nasce nell’Universit  di Verona nel 1983 “per amore della filosofia e della fedelt  a se stesse”, e poi si diffonde nel resto d’Italia. Il “movimento” ha come tema principale di riflessione “il pensiero della differenza” e il ruolo delle donne nel dibattito politico e teorico attuale. La pratica di relazione fa riferimento al pensiero filosofico di Luce Irigaray, filosofa e psicanalista belga si tratta di una prassi di dibattito “aperta”, di riunioni-“laboratori” in cui ognuno può dare il suo contributo, pensando e relazionadosi con le altre.
E da questa necessit  di “mescolarsi con l’altra” come spiega la filosofa e scrittrice Luisa Muraro nasce proprio “Diotima Itinerante”, che ha avuto come sua prima tappa Napoli, dove si è continuato il dibattito con il collettivo napoletano “AdeatoriaFemminista” e con chiunque altro volesse partecipare. Il primo, dunque, di una serie di incontri che vedr  il gruppo “Diotima” in giro per l’Italia, mettendo momentaneamente da parte il suo nucleo d’origine, appunto, Verona. La riunione si è svolta alla Societ  di Studi Politici, via Monte di Dio 54, per inaugurarne la riapertura un dibattito durato una giornata e ruotato intorno al tema del Seminario annuale di Diotima “Sempre ancora l’inizio” (citando Hannah Arendt).
“L’inizio” è quello “generazionale” come una donna può spiega Barbara Verzini, Diotima ripensare la propria “autorit ” di pensiero e le proprie “responsabilit ” pratiche. “L’inizio dello spostamento, del cambiamento”, aggiunge Tristana Dini, altra seminarista, del gruppo “Adeaoriafemminista” attraverso lo spostamento del punto d’inizio, l’operazione “faticosa” di “spostare una montagna con un cucchiaio” (riprendendo metaforicamente una favola di Alejandro Jodorowsky), la donna può tornare a relazionarsi con l’altro/a nella “vita materiale”, ripensando cos il suo ruolo politico e sociale. Secondo Stefania Ferrando bisogna anche “riappropriarsi di nuovi spazi pubblici, estendere il dibattito femminista nei luoghi istituzionali”, utilizzare “la parola rivelatrice” per comunicare con l’altra/o e cominciare da questo punto, per poi cambiare e cambiarsi, vicendevolmente.Altro tema fondamentale è, infatti, quello della “relazione” secondo Federica Giardini, anche docente di filosofia all’Universit  di Roma Tre, l’inizio del cambiamento sta nel bisogno e nella necessit  di “riconoscersi nell’altro/a”, riconoscimento che conduce ad una nuova e personale “intensit ” di pensiero e di azione.
Cambiare significa trasformarsi, scambiarsi con gli altri, per migliorarsi ecco perch il femminismo “occidentale” di oggi si pone continuamente in relazione col femminismo del Sud del mondo (algerino, colombiano, afghano). Nella societ  europea attuale, sembra che il patriarcato sia stato “sconfitto” ma non è cos ovunque.
La strada è aperta, è da discutere insieme, è da costruire, soprattutto grazie al dialogo e alla relazione ecco il “punto di inizio” da cui la donna può e deve (ri)partire per (ri)delineare il suo ruolo politico e sociale.

Per saperne di più

www.diotimafilosofe.it

In foto, il busto di Diotima di Mantinea (Mantinea, V secolo a.C.), simbolo del pensiero femminile nel Simposio platonico

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