La Reggia di Portici si aggiudica il primo posto dei luoghi del cuore in Campania. Per la classifica provvisoria del Fai.
La Reggia nacque per volontà di Carlo di Borbone che, colpito dalla bellezza dei luoghi, la fece costruire tra 1737 e 1742. Molte famiglie aristocratiche, incoraggiate del re, acquistarono terreni o fecero costruire ville nei dintorni della reggia (foto), creando quel caratteristico fenomeno architettonico, oggi noto come Ville Vesuviane, divenuto Patrimonio dell’Umanità Unesco.
Parte del Palazzo Reale, successivamente, divenne sede del Museo Ercolanense, voluto da re Carlo di Borbone per raccogliere i reperti portati alla luce nel corso degli scavi dell’antica città di Herculaneum, sepolta dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Grazie alla Reggia e al Museo, Portici divenne una delle mete predilette del Grand Tour. Attualmente il sito è visitabile solo in maniera parziale. Il Comitato “Insieme per la Reggia” auspica la riapertura al pubblico di tutti gli ambienti e la piena fruibilità del parco.
Anche quest’anno molti i voti ricevuti per un polmone verde e punto panoramico molto amato dai cittadini di Napoli, che si estende sul promontorio di Posillipo su un’area di circa 92.000 metri quadrati, a 150 metri sul livello del mare. Si tratta del Parco della Rimembranza (o Virgiliano),classificatosi al 9° posto della classifica nazionale nel censimento “I Luoghi del Cuore” 2018.
Il parco era stato votato a seguito di una violenta bufera di vento che provocato l’abbattimento di decine di pini – 28 nel parco e oltre 100 lungo il viale di accesso –  già compromessi da un parassita e dallo stress urbano.
Segue il Larghetto di San Pietro in Camerellis a Salerno, uno spazio urbano posto sul centralissimo Corso Garibaldi che ha rappresentato per molte generazioni di cittadini un riferimento sociale e culturale.
Sempre a Napoli è attiva una raccolta voti per la villa La Floridiana, il cui nome è legato alla sua proprietaria, la Duchessa di Floridia. Faceva parte della più vasta tenuta che Ferdinando I di Borbone, re delle Due Sicilie, donò alla moglie Lucia Migliaccio di Partanna, che ne fece la sua residenza estiva.
La villa venne realizzata dall’architetto Niccolini – allievo del Vanvitelli – nel 1817-19, secondo il gusto neoclassico e a seguito della ristrutturazione di un edificio preesistente. Oggi ospita il Museo delle Ceramiche Duca Di Martina, che comprende 6.000 opere di manifattura occidentale e orientale, databili dal XII al XIX secolo. Il parco è parzialmente chiuso e necessita di interventi strutturali.
È a Napoli anche un altro luogo molto segnalato, la Chiesa della Compagnia della Disciplina della Santa Croce, situata nel Rione Forcella, in pieno centro storico, e costruita al posto di un oratorio intorno al 1420. Da quel momento fu sede di una delle più antiche confraternite laicali napoletane, l’Augustissima Compagnia della Disciplina della Santa Croce, istituita nel 1290.
Ha superato i mille voti la Chiesa di Santa Maria della Pietà di Benevento, nata come antico eremitaggio attorno al 1170 per volontà del Cardinale Alberto Morra, futuro Papa Gregorio VIII, per poi essere elevata a chiesa a opera di Don Michele Morra nel Seicento, per consentire ai braccianti e ai mugnai di frequentare i sacramenti anche durante i periodi di intenso lavoro.
Numerosi voti sono arrivati inoltre per l’affascinante Valle dei Mulini a Gragnano nel napoletanop, segnalata già nel censimento 2018 e lunga poco più di 2 km. Risalgono al Medioevo le prime concessioni per la costruzione di mulini che, sorti sulle sponde del fiume Vernotico, a regime torrentizio, venivano alimentati da un sistema idrico alla base del quale c’era un acquedotto che prelevava l’acqua dalle sorgenti, alimentando le macine.
Buon piazzamento provvisorio anche per iGiardino La Flora a Caserta, realizzato nel 1837 su disegno del Vanvitelli. Si tratta di una vasta area rettangolare con aiuole e viali che confina con l’area laterale della Reggia di Caserta ed è collegata al Parco Reale attraverso un varco carrabile e pedonale.

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