L’intramontabile fascino dell’alchimia sembra pervadere Murano 5.0, la seconda personale salernitana dell’artista e designer Alessandro Ciffo, ospitata dalla Galleria Paola Verrengia di Salerno fino al 21 gennaio 2020.
Uno degli obiettivi degli alchimisti era ottenere la trasmutabilità dei metalli vili in oro, proprio come questi proto scienziati agisce Ciffo sulle sue opere, le forme che crea con il silicone diventano, agli occhi di chi le osserva, come vetro, come ambra, come gocce.
Classe 1968, l’artista di Biella, città in cui ancora oggi vive e lavora, entra a far parte del mondo dell’arte e del design nel 1997, quando crea XXI Silico, la sua prima collezione. Il percorso artistico di Alessandro Ciffo, basato sulla ricerca delle potenzialità del silicone, unico medium con cui lavora, si fonda su autoformazione e autoproduzione. Assomma in sé diverse figure, l’operaio, l’artista, il progettista, il produttore, che solitamente sono separate, seppur dipendenti l’una dall’altra.
Le opere realizzate nel suo laboratorio, nell’antro dell’alchimista contemporaneo, si pongono sull’esatta linea di confine fra l’arte e il design, risulta impossibile posizionarle in maniera convincente esclusivamente in una delle due aree, esiti di continue sperimentazioni e costante esercizio della tecnica, lavori ricchi di colori brillanti e decisi, misti al bianco saturo e al nero assoluto.


La mostra Murano 5.0 ospitata nella Galleria Verrengia è legata all’omonimo progetto che Ciffo porta avanti dal 2016, combinando il silicone con lo studio delle antiche tecniche di lavorazione del vetro.
«La collezione Murano 5.0 – racconta l’artista – nasce grazie alla sincronicità di due eventi: la scoperta di un nuovo tipo di silicone che permette di ottenere grandi trasparenze ed elevata consistenza e la visita a una fornace di Murano dove ho potuto incontrare alcuni tra i migliori maestri vetrai. Affascinato dai loro gesti consolidati, dal loro sapere e dalla loro storia, ho provato a immaginare come avrei potuto utilizzare questo nuovo materiale e le mie tecniche di lavorazione per creare un’illusione».
L’allestimento della mostra proposta dalla Galleria Verrengia è diviso in tre parti.  In un primo ambiente, immediatamente all’ingresso dello spazio espositivo, troviamo Sinapsi, un progetto site specific costituito da un’installazione luminosa e immersiva con l’aspetto di numerose stalattiti che piombando dal soffitto arrivano in basso, incrociando lo sguardo e la fisicità del visitatore.
Sinapsi attiva un processo di interazione su due livelli, coinvolge lo spazio espositivo animandolo e cattura subito l’interesse del pubblico che, per proseguire nella visita, è “costretto” ad attraversare letteralmente l’opera. La seconda sala della Galleria espone i vasi della collezione Umbra e tre vasi di enormi dimensioni che, composti da numerosi cerchi concentrici e sovrapposti, rivisitano il tradizionale concetto di anfore. Nel terzo ambiente, poi, l’ultima rivoluzione materica riguarda il famoso vetro di Murano con l’esposizione degli oggetti appartenenti alla serie Murrine.
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Sopra e in alto, Alessandro Ciffo e le sue opere
Per saperne di più
http://www.galleriaverrengia.it/