L’Italia spalanca le porte di 1.100 siti in 430 località.
Grazie alle giornate Fai Primavera. E in Campania  saranno  65 i  luoghi aperti nel prossimo weekend. Così sabato 23 e domenica 24 marzo anche la nostra regione mostrerà i suoi gioielli. Giardini, aree archeologiche e naturalistiche, musei, chiese, dimore storiche, ville e palazzi privati, castelli e sedi istituzionali.
Una manifestazione, questa, che appassiona il pubblico da 27 anni con boom di 11 milioni di visitatori. Grandiosa festa itinerante, non solo per adulti, in cerca di quel paese prezioso e spesso nascosto.
A consentire questa celebrazione della bellezza estesa in tutta la penisola,  sono i 25 gruppi di delegati sparsi in tutte le regioni – Delegazioni regionali, provinciali e Gruppi Giovani. Fondamentale anche la partecipazione  di 40 mila apprendisti Ciceroni che guidano  le persone a immergersi nell’architettura, nell’arte e nella natura.

Qui sopra, la fondazione De Felice a Palazzo Donn'Anna. In alto, il complesso Olivetti di Pozzuoli
Qui sopra, la Fondazione De Felice a Palazzo Donn’Anna. In alto, il complesso Olivetti di Pozzuoli

Le giornate di primavera chiudono la settimana dedicata dalla Rai (attraverso TG1, RAINEWS24, RAI TGR e RADIO1) ai beni culturali in collaborazione con il Fai. Da ieri fino al 24 marzo, verranno arccontati luoghi e storie che testimoniano  l’unicità del nostro Paese: una maratona televisiva e radiofonica di raccolta fondi a sostegno del Fondo ambiente italiano, per sensibilizzare sempre più  spettatori sul valore del nostro straordinario patrimonio e sollecitarne la partecipazione attiva.
Per il 2019, la novità sarà Fai ponte tra culture che si propone di amplificare le diverse influenze culturali straniere disseminate nei beni accessibili.
Alcune delle visite saranno curate da oltre un centinaio di volontari di origine straniera che si soffermeranno sugli aspetti storici, artistici e architettonici tipici della loro cultura di provenienza e sulle contaminazioni prodotte nel nostro Paese.
A Villa Doria D’Angri, sede dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope, i Ciceroni parleranno in arabo, castigliano, creolo, francese, portoghese, ucraino, spagnolo. La villa, che ha ospitato più volte il celebre compositore tedesco Richard Wagner, fu costruita nel 1592 per iniziativa di Marcantonio VII della nobile famiglia di origine genovese Doria d’Angri, e fu definitivamente completata nel 1833.
Il paesaggio trasfigurato, il mare che penetra da tutti gli angoli della dimora, gli affreschi con temi pompeiani, le collezioni di famiglia, la musica, le cineserie – e prima fra tutte l’episodio della piccola pagoda (costruita da Antonio Francesconi) –, rimandano al gusto romantico e pittoresco di molte importanti residenze britanniche. Qui, sabato 23 si esibirà l’istituto comprensivo Ruggero Bonghi di Gianturco; domenica 24 sarà di scena, invece, l’Orchestra dell’Università Parthenope.
Gli iscritti alla Fondazione e quelli che si iscriveranno in questa occasione potranno godere di ingressi dedicati e accessi prioritari. Alcuni siti sono su prenotazione dal sito www.eventbrite.it.
Tra le meraviglie da ammirare a Napoli, 
a Posillipo, la Fondazione De Felice nel Teatro di Palazzo Donn’Anna   costruito a partire dal 1642 per la volontà di donna Anna Carafa. Il progetto del monumentale edificio fu commissionato a Cosimo Fanzago e di particolare interesse architettonico sono il teatro, ora sede della Fondazione De Felice, e le sottostanti grotte, seicentesco imbarcadero di accesso al Palazzo.
L’edificio, rimasto incompiuto, ha assunto nei secoli lo spettacolare fascino di una rovina antica confusa fra i resti delle ville romane che caratterizzano il litorale posillipino. E qui  abita la gallerista Lia Rumma, che negli anni settanta, ha indirizzato la propria ricerca sui movimenti internazionali di quegli anni: Arte Povera, Minimal Art, Concepual Art.
Non poteva mancare l’appuntamento con Villa Rosebery 
(parco e palazzina borbonica, uno dei principali esempi del neoclassicismo a Napoli,  oggi residenza napoletana del Presidente della Repubblica Italiana. La villa fu costruita agli inizi dell’Ottocento, dal conte austriaco De Thurn.
Segnaliamo ancora, a Pozzuoli, il complesso Olivetti (realizzato dall’architetto napoletano Luigi Cosenza negli anni ’50), l’Istituto Telethon di Genetica e Medicina, lo Stadio Antonino Pio e la Villa di Livia.
Per conoscere l’elenco completo dei siti accessibili anche a chi soffre di disabilità e come affiancare il  Fai nella tutela del bello consultare il sito www.giornatefai.it