Giunge alla sua ottava edizione il concorso per la creazione di un’opera che entrerà a far parte della collezione permanente di Castel Sant’Elmo. Al vincitore, un artista tra i 21 e i 40 anni, sarà assegnato un premio di diecimila euro per la realizzazione di un progetto site specific per gli spazi esterni del castello. Quest’anno il tema del bando è il presente che stiamo vivendo, complice la pandemia globale che ci ha visto coinvolti tutti .
Chiusi dentro, chiusi fuori. Come salvarsi insieme, come ricostruire comunità. Cosa ci lascerà questa crisi? Questo è il tema del concorso. 
Tutti gli artisti sono chiamati a pensare in grande, non possiamo più concentrarci solo sul nostro piccolo spazio vitale. Se c’è qualcosa che questa crisi ci ha insegnato è che l’orticello che curavamo con tanto amore non ha senso di esistere se non in un sistema più complesso che richiede la presenza e la partecipazione di tutti. E solo in quest’ottica è possibile pensare e ripensare il nostro presente.
Nei momenti di crisi , gli artisti chiusi nei propri studi, hanno sempre dato il meglio di sé, del resto come cantava De Andrè dal letame nascono i fiori, non certo dai diamanti, e sfido chiunque a non considerare quest’anno che sta finendo come un immenso prato ricco di potenziali fiori. 
Dove non arriva la politica, incapace di guidarci e dare delle risposte, possono arrivare gli artisti leggendo il proprio tempo in un’ottica futura per dare una speranza, accendere una luce. 
Possono dare il proprio contributo, tracciare un sentiero, reinventare un cammino. Se fino a qualche tempo fa davanti a noi c’erano due strade e i poeti prendevano quella meno battuta, adesso sono costretti loro malgrado a inventarne una, a ricostruire da capo dove tutto  ha portato solo distruzione e macerie.
E così in questi momenti strani, fatti di colori che non tornano o tornano troppo presto gli artisti sono chiamati a ragionare per tutti, a creare un’opera per un castello, il castel Sant’Elmo, metafora dei nostri tempi. Da un lato fortezza inespugnabile,roccaforte capace di sostenersi da sola come la nostra città ha fatto in tempo di crisi. Tutti ricorderanno le mille iniziative intraprese dai singoli cittadini e dalle associazione di quartiere, quando si è creato un piccolo ecosistema capace di far fronte ai problemi pratici sopraggiunti alla crisi. Dall’altro lato però luogo che si apre al mondo capace di guardare al di la del proprio naso, spingere lo sguardo oltre l’orizzonte, oltre il confine stesso del visibile, al di la di Capri, al di la del mare, alla ricerca delle risposte a domande che nemmeno conosciamo. Anche questo è il ruolo dell’arista, leggere il proprio tempo, saperlo interpretare e trovare intuizioni, scintille, piccoli indizi che ci permettono di stringere i denti e andare avanti. L’arte come salvezza. 
Castel Sant’Elmo ha sempre dimostrato questa apertura verso l’esterno con l’apertura del museo del 900 dedicato agli avvenimenti storici artistici della città, un confronto continuo con la storia recente cercando di acquisire nuove opere d’arte.
L’opera vincitrice andrà in mostra con i dieci migliori progetti finalisti. Studi e idee che cercheranno di superare quelle barriere che ci sono state imposte in questi periodi di quarantena. Opere che potranno provare a riavvicinare le persone, lontane ormai e abbandonate a loro stesse senza la possibilità di un abbraccio o di un sorriso, coperto da mascherine e ancor di più della paura che questo virus, invisibile all’occhio umano, ha portato.
L’arte è chiamata a infrangere muri e distanziamenti sociali, finti assembramenti e coprifuoco. Nessuno si salva da solo, e se anche non dovessimo tonnare a una normalità, che alle volte ci sembra comunque lontana, gli artisti sono chiamati a tracciare nuovi percorsi possibili.
Una giuria di esperti designata e presieduta dal direttore regionale Musei Campania e composta dal Dirigente del Servizio II – Arte contemporanea della Direzione Generale Creatività Contemporanea, dal Direttore di Castel Sant’Elmo e da storici dell’arte, professori universitari e dell’Accademia di Belle Arti, curatori, esperti del settore ed esponenti di realtà che interagiscono con le giovani generazioni di artisti è chiamata a dare una mano agli artisti che in maniera coraggiosa proveranno a cercare delle risposte al presente, mai stato così incerto.
Il bando, con le modalità di partecipazione e le informazioni per l’iscrizione e l’invio dei progetti, è pubblicato sul sito web dedicato al concorso (polonapoli-projects.beniculturali.it). Le domande potranno essere presentate entro e non oltre le ore 12.00 del 18 febbraio 2021.
Questa edizione è realizzata grazie al sostegno di Italcoat e Seda, con la collaborazione dell’Associazione Amici di Capodimonte e il supporto tecnico-organizzativo di arte’m e Ales S.p.A.

Segreteria organizzativa: drm-cam.santelmo@beniculturali.it
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Per maggiori informazioni:
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In foto, Castel Sant’Elmo visto da Nicholas Tolosa

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