La riforma dell’Irpef discussa dal governo farebbe rivoltare nella tomba il generoso giustiziere Robin Hood. Mentre quest’ultimo toglieva ai ricchi per dare ai poveri, così redistribuendo ai cittadini più bisognosi le ingenti tasse raccolte dallo sceriffo di Nottingham, il taglio delle tasse allo studio in Italia toglierebbe ai poveri per dare ai ricchi.
Il governo del dragone potrebbe dirsi un Robin Hood al contrario. Più guadagni e più risparmi, meno guadagni e meno risparmi. L’85% dei lavoratori dipendenti, attestati su un reddito lordo da 8 mila a 35 mila euro, raggiungerebbero una soglia di risparmio molto minore rispetto a chi guadagna da 35 a 71 mila euro, meglio gratificata, quest’ultima fascia reddituale, rispetto a salari di gran lunga più bassi.
Eppure l’art. 53 della Costituzione parla di progressività e capacità contributiva del sistema tributario italiano, Semplicemente, i padri costituenti ci hanno spiegato che le tasse vanno pagate in base alle proprie possibilità economiche. Più guadagni e più paghi le imposte. Esattamente il contrario di quanto si appresta a fare il Governo Draghi.
Questa riforma, per meglio dire una vera e propria controriforma, contrasta anche e soprattutto con gli art. 2 e 3 Cost. nella misura in cui vengono disapplicati i princìpi di solidarietà e di eguaglianza di tutti i cittadini appartenenti allo Stato.
Tanto meno tiene conto di chi negli ultimi anni ha portato grandemente sulle proprie spalle il paese; precari, commesse, operai che, in piena pandemia, hanno buttato il cuore oltre l’ostacolo, sacrificandosi più di ogni altro attore sociale per il bene della generalità dei cittadini.
Una nazione, la nostra, che dimentica facilmente chi meriterebbe di più. Un paese dalla memoria corta, che gratifica chi fa una vita da agiato, non preoccupandosi di redistribuire le risorse verso gli incapienti, i meno garantiti.
Bene, piuttosto che provare a recuperare l’evasione e l’elusione fiscale che pesa maledettamente sui conti pubblici italiani, si finisce per acuire, in questi termini, la distanza tra chi più possiede e la stragrande maggioranza della popolazione, lontana da tutto questo e che dovrebbe vivere di pari diritti. Ed è sempre domenica.
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