“Lo spazio tra le cose” è il nuovo romanzo del giornalista e social media manager Antonio Benforte pubblicato  dalla casa editrice Scrittura&Scritture. Il libro sarà presentato venerdì 6 marzo alle 18 alla libreria Raffaello del quartiere Vomero di Napoli.

“The birds they sang at the break of day /
start again i heard them say
Don’t well on what has passed away or what is yet to be.

Gli uccelli cantavano al cominciare del giorno /
ricomincia ancora li ho sentiti dire
non indugiare su quel che è stato o che ancora deve avvenire”.
Anthem di L.Cohen

Tra le pagine scorre la storia di una famiglia alle prese con un trasloco e nello specifico la storia del protagonista Paolo, neopapà del piccolo Niccolò, che affronta questo cambiamento barcamenandosi tra i ricordi stipati dentro gli scatoloni, quelli ancora sparpagliati fuori, in giro per la casa e la crisi con la moglie Marta, fatta di silenzi riecheggianti nelle stanze che a mano a mano si svuotano.
In una vicenda fatta di normalità (una famiglia, una casa, un periodo difficile) è proprio la semplicità a coinvolgere il lettore che inevitabilmente vi si può immedesimare. Chi non ha mai affrontato un trasloco e notato solo allora le crepe in un muro? Chi non ha mai vissuto momenti di solitudine e nostalgia pur vivendo un rapporto di coppia? Chi non si è mai chiesto da “ammogliato” e “sistemato”, com’è fare ancora i single durante  gli -anta e viceversa chi da single non ha mai pensato a come si fa a reggere i ritmi dei figli piccoli da accudire?
Un trasloco che diventa metafora del cambiamento interiore, fare spazio tra le cose fisicamente equivale a mettere un certo ordine anche dentro di sé, cosa che non può mai essere totalmente indolore.
Mentre Paolo ammonticchia gli scatoloni, passano in sottofondo le note di alcuni celebri brani che consigliamo caldamente di ascoltare tra un capitolo e l’altro, proprio come fa lui per sprofondare nei bei tempi andati o per risollevarsi dalle tensioni del momento.
Iniziate dunque da “Pink moon” di Nick Drake e nell’ordine proseguite con : “Anthem” di L.Cohen, tutto l’album “Nevermind” dei Nirvana, “Heroes” del Duca Bianco David Bowie, “Obladì Obladà” dei Fab4 Beatles e chiudete con “Bittersweet simphony” dei Verve.
E prendetevi qualche ora anche per vedere (o spero rivedere) un paio di film citati, uno nel cap.6 “ Sliding doors” e l’altro nel cap.8 “The big Kahuna”, con il suo splendido monologo finale.
Paolo raramente riesce a incrociare Marta che lo lascia per lo più da solo in questa impresa, andando e venendo dall’appartamento con la scusa del figlio lasciato ai nonni. Trafelata e incostante  presenza, rispecchia in pieno la fase di vuoto che i due attraversano, un non-luogo dell’anima da riempire con quel dialogo e quella complicità che una volta c’erano stati. Ma l’autore ci dà la speranza che saranno bravi a venirsi incontro, perché infondo si sono sempre amati davvero: “ Ce la faremo?”, “Mi dispiace per quello che è successo in questi giorni” sussurra lei stretta a lui. A volte può bastare davvero poco per darsi ancora luce, anche solo una parola, un abbraccio.

Qui sopra, Antonio Benforte; in alto, una copia del suo romanzo
Qui sopra, Antonio Benforte; in alto, una copia del suo romanzo

A suo modo Paolo riuscirà a superare i momenti di sconforto, gli attacchi di panico e i sogni strani perché nel suo piccolo ha tante conquiste di cui andare fiero e da cui ripartire, come il bellissimo figlio, l’amore per la sua compagna di vita che forse  riemergerà dai dolci gesti quotidiani come una carezza o una cenetta in due tra il caos del cambio casa, un lavoro da freelance che costa sacrifici ma che gli permette di gestire il tempo senza essere travolto e stravolto da capi dittatori e paghe misere.

Piccoli grandi traguardi che troppo spesso non si ha modo di apprezzare perché stressati dal quotidiano, dalle ansie, dalle preoccupazioni e dalle crisi intime.
A fare da sfondo al racconto, Napoli e da contorno alcuni personaggi che si affacciano tra le righe come il rincuorante e ottimista fratello di Paolo; il papà di poche parole che però come la gran parte dei genitori vede e capisce ogni minima tensione dei figli e a sorpresa elargisce qualche consiglio di supporto; l’onnipresente cane Sansone che sembra inizialmente fare parte dell’arredamento scarno ma che in realtà rispecchia ogni fase degli alti e bassi della famiglia.
Chiuso il libro ti verrebbe voglia di chiedere a Paolo e Marta: “Beh, ma domani che fate?”, “Com’è la casa nuova?” ,“State bene? E il piccolo Niccolò cresce forte e pimpante?” Perché un po’ ci si affeziona a due che come noi provano a tenere duro tra tante incertezze e che ogni giorno ricominciano, dandosi nuove possibilità.
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