Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli si rinnova. Da domani, mercoledì 17 febbraio, le cinque sale da 85 a 89 (foto) dopo un’operazione di restauro effettuata in brevissimo tempo (da dicembre 2019) riapriranno al pubblico ospitando la collezione degli oggetti della vita quotidiana delle città vesuviane, con reperti databili tra la fine del I sec a.c. e l’eruzione del 79.
Una grande occasione per ripercorrere la vita di tutti i giorni degli antichi e ammirare reperti di eccezionale bellezza, come la patera in vetro cammeo bianco e blu del I sec. a.c./ I sec. d.c. ritrovato nella Casa Del Poeta Tragico di Pompei, simbolo dello status sociale del suo proprietario e fin ora conservato nei depositi del museo.
Il restyling delle sale include le vetrine delle quali è stata migliorata l’illuminazione,  lascia inalterato il precedente criterio espositivo, in uso sin da fine ottocento, che classifica i reperti in base alla loro forma, funzione e materiale.
Fondamentale  l’impegno degli archeologi e dei restauratori. «C’è più Pompei oggi al Mann: nella “nuova” sezione dedicata alla vita quotidiana delle città vesuviane, riaperta a tempo record dopo due mesi, trovano posto reperti mai visti. Un lavoro che può definirsi quasi di scavo e di ricerca che si affianca in parallelo a quello del Laboratorio di Restauro interno. Ancora più ricca, questa collezione unica al mondo, dal vasellame agli argenti, dagli strumenti chirurgici a quelli musicali, ci rivela il gusto per la bellezza e anche le usanze domestiche di donne e uomini di duemila anni fa. Il riallestimento compiuto con passione dai nostri archeologi accompagnerà con maggior chiarezza e semplicità la meraviglia dei visitatori» commenta il direttore Paolo Giulierini.
Dieci terracotte votive provenienti da Pompei ci mostreranno la religione domestica della città antica, in più ci saranno preziosissimi oggetti in osso e avorio.
Aggiornato anche l’apparato didattico e divulgativo per la prima volta tradotto in inglese e reso user friendly, con i disegni firmati da Silvia Pertile.
Ogni sala avrà un suo tema: strumenti chirurgici, strumenti da larario, lucerne, elementi di arredo, ceramica invetriata, ossi e avori, vasellame bronzeo ed argenti della casa del meandro, vetri.
Alle  17 l’esposizione sarà affiancata dalla presentazione del libro di Massimo  Osanna  Pompei, il tempo ritrovato. Le nuove scoperte  edito da Rizzoli.  

 

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