Sansevero in Blu. Il colore dell’autismo. Di cui si tinge il Museo partenopeo per il suo nuovo progetto di inclusione sociale sotto il segno di una interessante collaborazione con l’deatrice dell’iniziativa, Cooperativa Il Tulipano, specializzata nella realizzazione di servizi e attività per persone con disabilità cognitiva.
L’autismo a volte appare  scuro come un mare profondo. Altre volte è più brillante, azzurro come un mare limpido in estate. Il blu sta nel mezzo, tra la paura e la speranza.  E offre uno sguardo su un futuro più chiaro del presente.
Sansevero in Blu è un tour studiato e calibrato sulle necessità e le caratteristiche dei visitatori tra gli 8 e i 18 anni di età che soffrono di questo disturbo neurobiologico per accompagnarli alla scoperta della bellezza dell’arte barocca della Cappella Sansevero, delle sue opere, delle leggende e delle storie del principe Raimondo di Sangro.
Il progetto è partito nel luglio 2019. Dopo un periodo di studio, progettazione e formazione del personale del museo sono stati organizzati incontri sperimentali con ragazzi con autismi a diverso funzionamento per poter giungere alla verifica del modello incentrato sull’approccio e sull’accoglienza dei partecipanti.
Così è stata testata l’agenda visiva in formato cartaceo: ogni pagina del quaderno  richiama, per ciascuna opera selezionata, gli elementi precedentemente individuati e validati dal gruppo di ricerca scientifica, adatti ad accompagnare i ragazzi alla scoperta delle opere e della storia del museo.
Due le tipologie della visita, su prenotazione. Il tour con accompagnatore, della durata di 40 minuti, è rivolto a scuole, famiglie, associazioni e piccoli gruppi che necessitano di un operatore: è condotto da un educatore che, attraverso racconti sul principe di Sansevero e il supporto dell’agenda visiva (foto), guida il gruppo in un percorso che stimola attenzione e partecipazione, con l’ausilio di elementi tangibili, esperienze sensoriali e attività di interazione.
La seconda possibilità è  quella del  percorso “autonomo” per famiglie e piccoli gruppi. Il ragazzo può, in tal modo, visitare il museo insieme agli adulti accompagnatori, in maniera indipendente, attraverso l’utilizzo dell’agenda visiva che lo guiderà durante tutto il percorso, con il supporto del personale del museo che ne spiegherà le modalità di uso.
La scelta avverrà al momento della prenotazione, dopo la compilazione di un questionario realizzato con l’équipe del Dipartimento di Neuropsichiatria Infantile dell’Università Federico II di Napoli, che consentirà di comprendere quale sia l’opzione più adatta.
L’iniziativa ha il contributo scientifico del Dipartimento di Scienze Mediche Traslazionali dell’Università Federico II, del Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II e del Dipartimento di Scienze Motorie e del Benessere dell’Università Parthenope.
Per saperne di più
https://www.museosansevero.it/

 

 

 

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