Da Raffaele Carotenuto, già consigliere comunale, scrittore e giornalista pubblicista, riceviamo e volentieri pubblichiamo

Caro governatore del Veneto Luca Zaia, sono un figlio del Sud, vivo nella periferia di Napoli, ho letto con attenzione la sua sortita pubblica che si rivolge ai cittadini del Mezzogiorno dalla Sua pagina Facebook, spiegandoci perché l’autonomia delle Regioni Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna non dovrebbe spaventarci, anzi.
Nella stessa lei si cimenta nell’analisi che Nord e Sud dopo il secondo conflitto mondiale rimasero territori distrutti, poi una parte si è rimboccata le maniche e si è risollevata, la sua, e l’altra ha pensato ed agito male, la mia. Sul punto la sua analisi è fallace da più punti di vista.
Lei sicuramente saprà che all’epoca dell’unificazione dell’Italia una parte ha avuto indubbi vantaggi, la Sua, e l’altra è stata pesantemente danneggiata, la mia. Tant’è che autorevoli storici parlano di un’Italia nata su un “legno storto”.
Lei sicuramente conoscerà i contenuti della legge 18 del 2017, il cosiddetto decreto Mezzogiorno, che prevede lo spostamento del 34% dei fondi ordinari in conto capitale di ogni ministero alle Regioni del Sud, principio ignorato dalla legge di bilancio appena votata. Evidentemente il legislatore capisce che vi è una sperequazione tra territori che va recuperata ed allineata alla popolazione di riferimento. Se Lei dice che l’autonomia è prevista in Costituzione (non questa e non così) e quindi va rispettata, anche la legge appena citata va applicata. Perché due pesi e due misure?
A tutt’oggi, nonostante c’è sempre qualcuno che ci indica la strada sbagliata da percorrere, l’analisi dell’impatto della manovra di bilancio per il 2019 e la dinamica tendenziale attesa dell’economia italiana, ci dicono che il Sud farà registrare un leggero recupero a fronte di un rallentamento dell’economia del centro-nord, sia pure in un quadro macroeconomico in peggioramento del sistema-paese Italia (Rapporto Svimez 2018).
Lei dice che l’autonomia fa paura a molti amministratori del Sud, richiamando alla mancanza di responsabilità di quest’ultimi nella “corretta gestione delle risorse pubbliche”. Un modo gentile per dire che qui si spreca mentre altrove no.
A tal proposito mi pare ricordare che all’epoca di tangentopoli Milano (Lombardia) e Verona (Veneto) furono le città che fecero registrare più arresti di tutti. E più di recente: lo scandalo della bonifica di Porto Marghera (Veneto), dove un ex ministro della Repubblica è stato condannato alla restituzione allo Stato di circa 10 milioni di euro; tangenti e fondi neri per la costruzione del MOSE (Veneto); la “cupola degli appalti” di Expo 2015 (Lombardia); la manipolazione di ben 44 mila ricette di medici di famiglia della Ulss 3 Serenissima per “rispettare” i limiti imposti dalla Regione per “migliorare” le proprie liste d’attesa (Veneto).
Mi creda Presidente Zaia il suo “accorato” appello a non spaventarci è fuorviante, indelicato ed omissivo di una serie di ragioni che Lei opportunamente “nasconde”, che qui si accennano solo.
Le esperienze federaliste più riconosciute, non certamente perfette a mio avviso, nascono anche e soprattutto per creare pace, diritti e solidarietà. A me pare che Lei stia dalla stessa parte di un Governo che semina odio, che vede nello straniero il nemico, che costruisce la società del terrore, che divide e non include, che non rispetta alcune leggi. Parlo proprio del Suo segretario di partito.
Mi creda sono queste le cose che ci spaventano, sono queste le ragioni che ci inducono a pensare che siete gente non affidabile, politicamente pericolosa, che non conosce e massacra la realtà delle Regioni meridionali. Volete semplicemente scappare con la cassa. Punto e basta.