Capire il cambiamento climatico. Per cambiare il nostro futuro. Al Museo archeologico nazionale di Napoli si racconta la minaccia ambientale  che incombe sulla terra. In collaborazione  con National Geographic Society. Fino al 31 maggio 2010. Curatore dell’evento, Luca Mercalli  della società meteorologica italiana.
 La mostra è già stata presentata a marzo 2019 al Museo di storia naturale di Milano: per la tappa napoletana  le istallazioni si arricchiranno di nuove immagini, con focus sull’inquinamento da plastica e sugli incendi incontrollati dovuti al riscaldamento globale. Vi sarà anche  uno spazio di breaking news ambientali, con un corner costantemente aggiornato sulle principali notizie pertinenti ai cambiamenti climatici in atto nel mondo. Uno spazio narrativo ma anche esperienziale in cui i visitatori scopriranno le cause e gli effetti del riscaldamento globale
Il percorso di visita, così, guiderà verso la conoscenza: dalla fusione dei ghiacci perenni ai fenomeni meteorologici estremi (ondate di caldo senza precedenti e incremento di tempeste e uragani), dall’intensificarsi dei periodi di siccità all’aumento del livello dei mari di 3,4 millimetri all’anno.

Qui sopra e in alto, installazioni della mostra
Qui sopra e in alto, installazioni della mostra

La potenza dell’immagine fotografica darà risalto ai dati scientifici: la temperatura della Terra è aumentata di oltre un grado Celsius nell’ultimo secolo; il 2018 è stato il quarto anno più caldo della storia a livello globale e il primo anno più caldo in Italia, Francia e Svizzera; luglio 2019 è stato il mese più caldo di sempre (+0,95 gradi sopra la media del XX secolo, dato National Oceanic and Atmospheric Adminatration).
L’esposizione si sviluppa su un’area di 250 m2, suddivisa in tre momenti distinti: esperienza, consapevolezza e azione. Si partirà dall’esperienza: nella prima sala, i visitatori saranno accolti da grandi immagini di natura rigogliosa, ricreata lungo le pareti perimetrali; allo stupore e all’emozione per le meraviglie del nostro Pianeta, faranno da contraltare gli scatti delle catastrofi dovute al cambiamento climatico.
Si passerà, dunque, alla consapevolezza: pareti interattive, infografiche e illustrazioni mostreranno come le scelte politiche, culturali ed economiche possano influire sull’ambiente e, di conseguenza, sul riscaldamento globale: la coscienza ecologica nascerà, così, dalla combinazione fra la potenza della fotografia ed i contenuti scientifici ad essa abbinati.
Ultimo step, un invito ad agire: una call to action finale, “Cambiamo il nostro futuro”, stimolerà il visitatore ad adottare comportamenti “ecosostenibili” nel proprio quotidiano (dall’alimentazione alla scelta dei trasporti, dalla riduzione dei consumi energetici alla gestione dei rifiuti).
Il 21 novembre, in occasione della mostra, il cinema Modernissimo ospiterà alle 19.30 l’anteprima del documentario Ocean’s Breath (working title), prodotto da  National Geographic che racconta un viaggio alla scoperta delle antiche barriere coralline custodite dalle Dolomiti. Il documentario sarà poi in onda su National Geographic (Sky 403) nei prossimi mesi.
Per saperne di più
https://www.museoarcheologiconapoli.it/it/