“Creativi al tempo del Coronavirus”. Nella mostra virtuale che si è inaugurata ieri sulla pagina facebook dell’assessorato alla cultura di Napoli, inserita nella programmazione #nonfermiamolacultura sulla pagina facebook, c’è anche “Il lato pop” proposto da Luigi Filadoro che da anni lavora con le scuole, impegnato, attraverso i laboratori con i bambini, a creare una rete estetica che sia volano del futuro. La mostra è organizzata  dall’associazione TempoLibero guidata da Clorinda Irace. Ilmondodisuk ne è media partner.
Nell’articolo che segue, Luigi Filadoro racconta com’è nata quest’opera, dialogando e lavorando con le bambine e con i bambini del circolo didattico di Barra Stefano Barbato.IMG_0761

Uno dei compiti principali dell’educazione estetica è la formazione del “gusto”, cioè di quell’attitudine a percepire e produrre valori che provengono da altro, che stimolano ad altro e che trovano fondamento nell’organicità di una “forma” ed alimenta la sensibilità, l’immaginazione e l’intelligenza. Questa “forma” trova residenza e espressione non solo nel mondo delle arti più tradizionali o della letteratura, ma anche nei settori più svariati dell’attività e dell’esperienza umana. “Il paesaggio, la città, la macchina e l’oggetto (…) la linea della fuori serie, l’arredamento e l’abbigliamento, la coreografia della cerimonia e della festa, il rito sono suscettibili di valorizzazione estetica e perciò rientrano nell’ambito del gusto”1.
Non si tratta di un concetto univoco e codificato, ma di un contenuto che sta nel tempo e nello spazio delle epoche in cui si forma e perciò è soggetto a oscillazioni e mutamenti.
La “formazione del gusto” tiene conto di due questioni fondamentali: la formazione in pedagogia e la formatività in estetica.
La formazione, volendo semplificare, trova nelle forme e nei contenuti della cultura un approccio al sapere che favorisce lo sviluppo globale della persona umana, che la emancipa nel processo di costruzione della propria “visione del mondo”; la formatività, invece, è implicita in ogni operazione umana (che è finalizzata sempre a produrre effetti) e in particolar modo in quella artistica, dove è simultaneamente invenzione, produzione e realizzazione di forme che racchiudono elementi sensoriali, affettivi, fisici e diventano stile, almeno nel caso dell’artista.
Facile dedurre che il tratto distintivo della formatività è anche e soprattutto l’interazione, la connessione tra l’individuo e il suo partecipare alla multiformità del presente.
L’arte pop è stato, tra i movimenti artistici del contemporaneo, lo sguardo più attento e implacabile ad introiettare e restituire i mutamenti circostanti: la metropoli diventa teatro di narrazioni mediali, dai cartelloni pubblicitari ad ogni forma di vissuto aggregativo. I comportamenti e le scelte, le star del cinema e della musica, i prodotti industriali e culturali assumono la connotazione e la fascinazione simbolica di uno “spettacolo”.


Oltre qualsiasi giudizio che ci trovi d’accordo o meno, tutto ciò ha assunto valore normativo, regola di comportamento.
Tra le forme dell’industria dell’intrattenimento, quella musicale e dello spettacolo in generale hanno segnato e incidono sull’immaginario collettivo in maniera determinante per il loro aspetto estremamente diffusivo e popolare.
Le cantilene rap, l’abbigliamento e le coreografie delle star della musica popolare aggregano generazioni di fruitori influenzando comportamenti e idiomi.
Il lato pop è una “disgressione” del progetto “Bambini e Musei” che orienta lo sguardo nella direzione della grafica d’autore e di eccezionali competenze creative che ha prodotto (per esempio) le copertine dei vinili, oggetti-culto più volte celebrate e raccolte in numerose mostre.
Che dispiegano competenze e “saperi” apparentemente futili e banali ma che invece trovano fondamento nei più solidi “argomenti” dell’insegnamento artistico, dal ritratto all’uso del colore all’editing.
E soprattutto introducono la storia del costume come vicenda artistica.
La maggior parte dei lavori è stata prodotta insieme ai bambini della classe VC del plesso S. Maria del Pozzo del 69° Circolo Didattico di Barra “Stefano Barbato” che nell’intero ciclo della scuola primaria, grazie anche alla sensibilità e all’attenzione di docenti come Mariantonietta Cacace, hanno allineato all’apprendimento più tradizionale la pratica di altre forme di testi, per “maturare un’intelligenza che sappia lottare contro ciò che intelligente non è, ciò che è preconcetto, capzioso, retorico, mistificatorio; che senta il dovere di vedere chiaro, di informarsi con esattezza, di documentarsi, di considerare le questioni da molteplici punti di vista; che rifiuti di formarsi opinioni e convinzioni sotto la pressione di emozioni, suggestioni, slogan”2.
1G. M. Bertin, Educazione alla ragione, 1968 ;
2G. M. Bertin, op. cit.
© Riproduzione riservata
Nelle foto, il manifesto “Il lato pop”,  dedicato a Renato Zero e alcuni momenti del laboratorio in cui Luigi Filadoro avvicina i bambini al mondo della musica italiana attraverso le immagini

 

 

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IL PROGETTO DI LUIGI FILADORO

 Bambini e Musei è un’iniziativa di Luigi Filadoro per l’associazione culturale étant donnés (da lui presieduta) che promuove da molti anni percorsi e laboratori finalizzati ad un coinvolgimento concreto e protagonista dei bambini nel patrimonio culturale e artistico, guardando al museo e alle sue collezioni come campo semantico di grande valore ed eccezionale luogo di incontro.
Oltre a potenziare le abilità manuali e creative, il principale obiettivo è promuovere un diritto di inclusione e di cittadinanza intesi come interpretazione, appartenenza e partecipazione alla dimensione storico artistica e culturale che, dal proprio territorio inteso come esperienza e stratificazione complessa di segni e di rimandi, va oltre e diventa metodo e chiave di lettura della complessità, della pluralità e della differenza che ci circonda.
I lavori sono stati realizzati attraverso varie fasi: osservando le opere e realizzando in situazione una copia dal vero, perciò confrontandosi con le difficoltà di “ordinare” in forma grafica qualità percepite attraverso la forma artistica; rielaborando i loro stessi disegni attraverso un collage di carte colorate, con una tecnica suggerita da Depero e dai Futuristi; partecipando, con l’ausilio delle tecnologie e di semplici programmi per l’editing, alla costruzione dello “spazio pittorico” che caratterizza ogni singolo lavoro, frutto di collaborazione di classi intere o gruppi- classe; Attraverso una concreta partecipazione e grazie alla collaborazione dei Servizi educativi dei Musei, sono stati prodotti poster e guide, mettendo quindi i bambini e i ragazzi in una dimensione fortemente comunicativa rispetto ai loro elaborati e partecipando al punto di vista di ipotetici fruitori.
Il progetto “Bambini e Musei” è nato con finalità inclusive e di integrazione, nelle attività curricolari, di bambini e ragazzi diversamente abili e ha avuto inizio al MANN Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
L’arte è per sua natura polisemica, portatrice di linguaggi eterogenei e temi universali declinati con modalità differenti, comprende modalità di espressione varie e interconnesse. Perciò è sempre incontro con l’alterità, con l’altro da sé e offre la possibilità di un discorso e un approccio interculturali.
Il museo è luogo privilegiato di dialoghi e relazioni: tra le opere che formano la collezione e tra il fruitore e le opere, in una dimensione di reciproco accrescimento.

CREATIVI AL TEMPO DEL CORONA VIRUS
GUARDA IL VIDEO
https://www.facebook.com/100007133595240/videos/2646242648956829/?id=100007133595240

GLI ARTISTI CHE PARTECIPANO (in ordine di adesione):

Tony Stefanucci, Rosa Panaro, Armando de Stefano, Laura Cristinzio, Mathelda Balatresi, Nando Calabrese, Ernesto Terlizzi, Francesco Lucrezi, Francesco Alessio, Vittorio Avella, Clara Garesio, Giuseppe Pirozzi, Ilia Tufano, Marialuisa Casertano, Libero De Cunzo, Salvio Capuano, Vittorio Cortini, Carla Viparelli, Dino Izzo, Rosaria Corcione, Francesca Di Martino, Marisa Ciardiello, Ellen G, Francesco Canini, Mario Lanzione, Antonio Picardi, Vincenzo Aulitto, Eugenia Serafini, Mariapia Daidone,  Diana Franco – Manuela Capuano, Aulo Pedicini, Gianfranco Duro, Michele Mautone, Maja Pacifico, Gualtiero Redivo, Valentina Guerra,  Elena Manocchio,  Antonio Conte, Tony Salvo, Tommaso Arcella, Prisco De Vivo, Silvana Leonardi, Annamaria Pugliese, Francesco Fabozzi, Sara Lubrano, Peppe Esposito, Rita Lonardo, Renato Brancaccio, Maria Pia Daidone, Giancarlo Costanzo, Donato Izzo, Luigi Filadoro e i suoi bambini del laboratorio, Silvana Parente, Tina Sciarappa, Francesco Giraldi, Giovanni Ruggiero, Laura Chilivano, Marisa Traettino, Peppe Pappa, Luisa Corcione, Anna Corcione, Lucia Aiello, Paola Nasti, Raffaele Di Florio, Massimiliano Pappa, Andrea Petrone, Alberto Albano, Gabriele Castaldo, Danilo Donzelli, Ugo Levita, Alfonso Mangone, Nicca Iovinella, Maria La Mura, Antonio Salzano, Luminita Irimia, Carmine Rezzuti, Pina Della Rossa, Luigi Auriemma.
I poeti\scrittori: Eugenio Lucrezi, Alfonsina Caterino, Enrico Fagnano, Francesco Divenuto, Francesca Gerla, Floriana Coppola, Alfonso Marino, Giorgio Moio.

Antonio Conte| ilmondodisuk.com
Qui sopra , la locandina della mostra

IL COMUNE DI NAPOLI AL FIANCO DEGLI ORGANIZZATORI
Il progetto è inserito nella programmazione #nonfermiamolacultura all’ìinterno della pagina fb dell’assessorato alla cultura del Comune di Napoli.
COMUNICAZIONE
Media partner dell’operazione creativa, ilmondosuk affiancato dal giovane esperimento social Casa d’Andrea. L’associazione Marano Spot Festival si occuperà della realizzazione tecnico-artistica della mostra virtuale. L’ISIS Boccioni Palizzi, guidato da Paola Guma, collaborerà all’intero progetto con l’impegno dei suoi docenti e studenti.
COME VEDERE LA MOSTRA
Attraverso collegamento web al sito dell’associazione www.associazionetempolibero.it o alle pagine FB #laculturanonsiferma dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli,la pagina FB ARS VIRUS EST, la pagina FB dell’associazione TempoLibero e sulle pagine social e i siti di tutti i partner (l’istituzione:Fondazione Premio Napoli; le aziende Gruppo Capri Alcott Gutteridge, la GCO ossigeno, la Tecnoin, lo Studio legale Gaeta, il CIO Consorzio italiano ossigeno, Yao Sushi; le associazioni: Palazzi napoletani, Punto Org, étant donnés, Arte Studio Gallery, pARTy Napoli).  

COME FARE UNA DONAZIONE E AGGIUDICARSI UN’OPERA
1) Sarà necessario effettuare un bonifico sul c/c  dell’associazione TempoLibero – IBAN: IT 60 K 03069 09606 1000 0015 0816-che provvederà successivamente a trasferire le donazioni sul conto indicato dal Comune di Napoli.
2)Contestualmente inviare mail all’associazione Tempolibero (info@associazionetempolibero.it) con allegata  copia del bonifico CRO da cui si evince ora e data, indicando l’opera prescelta, più altre due opzioni di riserva.
COME AVERE L’OPERA SCELTA
L’associazione assegnerà le opere alle migliori donazioni secondo l’ordine di arrivo dei bonifici, fino a esaurimento delle stesse (in totale sono 85). Se le opere indicate saranno già state assegnate, si procederà attribuendo un’opera secondo la disponibilità residua. Il ricavato sarà devoluto dall’Associazione TempoLibero al fondo di solidarietà del Comune di Napoli IL CUORE DI NAPOLI che sostiene i poveri della città.  Le opere saranno ritirate dagli assegnatari a conclusione della crisi in atto.

Per saperne di più
info@associazionetempolibero.it
lindairace@gmail.com WhatsApp
3351314431
www.associazionetempolibero.it

 

 

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