Dopo la tappa nella Casa de Cultura Les Bernardes di Salt- Girona, la mostra dell’artista napoletano Massimo Latte arriva domani (sabato 31 ottobre) al Museu Molí Paperer de Capellades in Catalogna (museo che si trova in una vecchia cartiera) e può essere visitata sino alla fine di dicembre 2020.

Qui sopra e in alto, Massimo Latte e le sue opere


 Paesaggi d’istanti si delineano nella ritmica gestuale dando vita a impasti materici di pura energia. Realtà telluriche su frammenti di carta strappati in un gioco di rimandi tra segno e fondo, presenza e assenza.
Spiega l’autore: «Strappare è un atto di ribellione e di violenza, un gesto liberatorio. E diventa un modo per disegnare armonie invisibili: è un’eruzione che esplode in una moltitudine di frammenti. Mi abbandono a questa perdita di controllo e ho fiducia nel cambiamento». Che produce una beatitudine inquieta, fino al silenzio. In un pianeta d’arte.
Massimo Latte nasce a Napoli nel 1963 dove si diploma all’Accademia di Belle Arti nel 1985. Anno cruciale, questo, per il suo percorso artistico, che lo catapulta nella mostra Evacuare Napoli, curata da Achille Bonito Oliva all’Institut Français de Naples.
E lo proietterà, successivamente, in una esperienza creativa in Francia. Dove sperimenta soluzioni espressive diverse: dalla scultura e all’installazione, fino all’utilizzazione del bitume per dar vita a forme apparentemente astratte, veri e propri organismi dall’aspetto arcaico.
Tra le sue mostre, Rosso immanenza, Changing Role, Napoli (2006); Inquieta beatitudine, masseria Mavù, Locorotondo, Palermo (2013), Mistica della materia  progetto espositivo iniziato nel 2017 presso il Real Museo Mineralogico di Napoli  approfondito poi con l’esposizione al museo Museo di Storia Naturale fiorentino nel 2029.

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