Meditazione collettiva. E’ quella che è andata in scena al Macro (Asilo) di Roma, Museo di arte contemporanea, sabato scorso con l’artista napoletana Pina Della Rossa, docente di disegno e storia dell’arte, presente sulla scena artistica dagli anni ottanta.
Partendo da Segni permanenti. Da Flagranti ferite dell’animo, “stigme” di celata violenza, rimosse attraverso una performance collettiva a valenza catartica. Nell’indelebilità del segno si addensa la materia dell’arte: l’artista parte da questo principio per dare una coerenza a frammenti di memoria.


Artista e pubblico intrecciano le loro emozioni. Pina invita il visitatore ad agire in prima persona sul materiale messo a disposizione, segnandolo indelebilmente, collegando rovine di pensiero e dolore con un senso nuovo, ricostruendo storie dai singoli resti individuali. La presenza di smalto rosso allude al sangue e all’evocazione di sofferenze. Ma anche alla rigenerazione passando per angosce e tormenti.
Il pubblico è  libero di decidere, consapevole, tuttavia, della necessità di cercare una apertura che consenta di sopravvivere al di là delle rovine artistiche.
L’autrice è impegnata da tempo nella comunicazione per immagini attraverso il visual design, la fotografia, la pittura, le opere tridimensionali, fino all’uso delle nuove tecnologie digitali e multimediali. Così la fotografia diventa strumento di riflessione e di analisi ma anche ideale ritorno alla pittura che dialoga sempre con le foto.
Nelle foto, momenti della performance al Macro di Roma (fonte facebook)
Per saperne di più
https://www.museomacro.it/

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