Tenaci, forti, determinate. Le donne. Spesso anche inconsapevoli di esserlo. Come Emilia Vaglio, la signora dell’alta borghesia napoletana che diventò commediografa di successo per amore ma anche  per destino. Di lei, dopo che inspiegabilmente se ne sono perse le tracce dalla morte avvenuta nel 1976, la nostra casa editrice ilmondodisuk ha recuperato la memoria con un libro scritto dalla pronipote Mariagiovanna Grifi.
Giovane studiosa, con il teatro impresso nel dna, si è tuffata nell’archivio di famiglia e ha dato vita alla biografia, vista da vicino,  Chiamatemi Paola Riccora. Come una signora dell’alta borghesia napoletana diventò commediografa di successo: oltre 100 pagine narrate come un romanzo. Emerge, così la personalità di una donna in carriera, che mai rinunciò alla tenerezza di moglie (dell’avvocato Caro Capriolo), madre e nonna.  Drammaturga famosa, a livello nazionale, già negli anni Trenta, tanto che il giovane Eduardo De Filippo, con i suoi fratelli Titina e Peppino, bussò alla porta di casa sua, in via Carlo Poerio, nel salotto di Chiaia, per chiederle di scrivere una commedia.

Qui sipra, Mariaguovanna, la prima sulla destra, alla prima presentazione ufficiale del libro organizzata alla Società napoletana di Storia Patria
Mariagiovanna Grifi, la prima da destra, alla presentazione ufficiale del libro organizzata alla Società napoletana di Storia Patria del Maschio Angioino

Emilia si ritirò in una affettuosa e familiare solitudine  dopo la morte prematura dell’amato figlio Gino. Ma il suo nome ha continuato  a circolare in sordina grazie a una delle sue commedie più rappresentate, Nu mese ‘o ffrisco”.
Paola Riccora era lo pseudonimo che aveva scelto per i suoi lavori teatrali, addirittura all’inizio declinato al maschile (Paolo Riccora): le sue reinvenzioni di pochade dall’intreccio piccante poco si addicevano a una signora di inizio Novecento.
Il libro, attraverso le presentazioni a Napoli, a Perugia (all’Università), in Calabria e Lazio e a Firenze, dove abita Mariagiovanna, ha generato una corrente di riscoperta: il regista napoletano, fiorentino di adozione, Vincenzo De Caro  ha lanciato un progetto a lei dedicato, rimettendo in scena le commedie, al Teatro Le laudi: la prima, quella scritta per Raffaele Viviani, “Fine mese”.
Poi il fascino di Emilia si è fatto  strada fino a Milano. Lo conferma questa mail inviata a Mariagiovanna: «Buongiorno, mi chiamo Maurizio Novellino e sono da ascrivere ai lettori entusiasti del suo lavoro su Paola Riccora. Le sono grato per aver riportato alla luce una figura di donna e di artista così poco ricordata. Io vivo a Milano da più di 30 anni, sono napoletano e faccio parte di una compagnia amatoriale che da 10 anni porta in scena commedie soprattutto di Eduardo de Filippo (la compagnia si chiama Amici di Gastone poiché è impegnata in solidarietà con una casa di accoglienza per senza dimora)».
E continua:  «Mi ero imbattuto come di sicuro tanti altri, nei copioni della Riccora, ma non immaginavo lo spessore della persona. Certamente l’essere una donna ha contribuito alla dimenticanza insieme all’essere stata oscurata da un ingrato De Filippo. In ogni caso ho immaginato la sua grande emozione nel ricomporre tra documenti e articoli il profilo e lo spessore di Emilia Vaglio».

Una scena del riadattamento della commedia "Sarà stato giovannino" scritta da Paola Riccora per Eduardo De Filippo. Rappresentato al Teatro Le Laudi di Firenze, per la regia di Vincenzo De Caro
Un momento del riadattamento della commedia “Sarà stato Giovannino” scritta da Paola Riccora per Eduardo De Filippo. Lo spettacolo è andato in scena al Teatro Le Laudi di Firenze, per la regia di Vincenzo De Caro. Nella foto in alto, Emilia Vaglio alla sua scrivania. Per gentile concessione dell’archivio Capriolo

Maurizio sottolinea la capacità della commediografa di anticipare i tempi:  «Lei parla della Paola e della Emilia come due identità che non si incontrano, ma forse la Paola non avrebbe trovato lo spazio per esprimere la propria verità, quella del suo mondo interiore, che come quello di tante donne, ancor più in quell’epoca, viveva sacrificato in un mondo modellato al maschile. Emilia forse sentiva come tante un senso di responsabilità nel mantenere la funzione “istituzionale” assegnatale come madre e nonna, che pure ha portato avanti con lo stesso amore. Nel racconto che Lei ne fa nel libro si manifestano anche delle “infrazioni” della Emilia, figlie dell’amore per la vita e per gli altri… Era ora che Paola riemergesse con la sua potenza dai bauli che hanno permesso questa riscoperta».
E grazie all’appassionato lettore milanese/napoletano il libro arriva a Milano domani 19 settembre (giorno del miracolo di San Gennaro con la liquefazione del sangue), alle 18 in via Alessandro Tadino 18, alla  libreria Popolare guidata da Guido Duiella, fondatore e presidente  dell’associazione Librerie indipendenti Milano.
Lo presenteranno l’autrice Mariagiovanna Grifi e l’editrice Donatella Gallone. Ma scommettiamo che sorridente accanto a loro siederà anche lei, Emilia Vaglio. Con il suo alter ego, Paola Riccora e l’energia inarrestabile della passione che unisce il passato al presente.
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