Inaugurato in piena Belle poque, nel 1890, fu il primo e più importante Caf-chantant italiano. Il 15 di novembre inaugura il Salone Margherita nella Galleria Umberto I Napoli, grazie a un’idea dei fratelli Marino di Napoli. Era l’epoca del Moulin Rouge e delle Folies-Bergère a Parigi. Il salone Margherita apre i battenti alla presenza di principesse, contesse, presente anche Matilde Serao e tutta l’lite cittadina. Da quella data, lo spazio artistico entra nella storia. Fu il primo in Italia che portò in scena ballerine del cancan. Importanti e famosi artisti iniziarono la loro carriera proprio nei caffè-concerto e furono tante le bellissime donne che calcarono il palco del Salone Margherita. Accanto a star internazionali, stelle nostrane come Maria Campi, inventrice della “mossa”. E, con lei, tante altre sciantose, che “infrancesavano” i loro nomi d’arte. Ne scriveremo in questa rubrica intitolata “Le indimenticabili dimenticate.”

"Signori, vi si presenta gi  per danzar… per cantar…". Cos si proponeva in scena Anna Fougez, accompagnata da una marcetta che divenne in seguito la sigla dei suoi spettacoli. "Vipera" ( che nel fu creata per lei da E. A. Mario «Vipera, vipera, / sul braccio di colei / che oggi distrugge tutti i sogni miei / sembravi un simbolo / l’atroce simbolo / della sua malvagit »). "Abat jour", "Passa la ronda", "Addio, mia bella signora" ecco i suoi grandi successi, canzoni portate sui palcoscenici da una delle sciantose più famose dei primi del novecento. Bella e fatale, di lei si ricordano i lunghi bocchini.
ORFANA TALENTUOSA

Si chiamava in realt  Maria Annina Lagan  Pappacena, nacque a Taranto il 9 luglio il 1894e per scegliere il proprio nome d’arte si ispirò a quello della celebre vedette internazionale delle Folies Bergère, Eugnie Fougère. Fu cantante, attrice, ma soprattutto espressione dell’eleganza, della ricchezza e del lusso. Rimasta orfana di entrambi i genitori molto presto, fu adottata da Giuseppe Lagan  e Giovannina Catalano, sorella della defunta mamma Annina, che incoraggiò molto la nipotina nel dedicarsi al teatro.
IN SCENA CON PETROLINI

Debuttò a soli otto anni e diventò molto nota al pubblico napoletano. All’et  di quindici si esib in coppia addirittura con il grande e poliedrico Petrolini (attore, regista, sceneggiatore, scrittore). Ricca di inventiva e fantasia, sedicenne, prima del debutto al teatro Mastroieni di Messina, si cuc sulle calze decine e decine di strass, poi acquistò per sole due lire due ventri di lepre, se li drappeggiò al collo come se fossero state stole di volpi e cantò "Bambola". Fu un trionfo.
CIFRE DA CAPOGIRO

Tra il 1919e il 1925 si impose tra tutte le vedette dell’ epoca con le prime piume di struzzo, le prime scale in palcoscenico, le prime fontane d’argento rispecchiava l’opulenza scenica, molto richiesta dagli imprenditori teatrali. E guadagnava cifre da capogiro per quel periodo, dalle cinquecento alle duemila lire a serata.
FACCETTA NERA

Era di moda il variet  tra lustrini, paillette, veli di tulle, tessuti luccicanti. Anni d’oro che videro lei e le sue rivali inneggiate e amate come delle regine. A quel tempo, per avere successo occorreva indossare preziosi gioielli, sontuosi abiti, maestose acconciature. Ma oltre ad avere gambe bellissime, fu la prima cantautrice della storia della musica italiana. Tra il 1926 e il 1929 firmò testi per la casa editrice "La Canzonetta". Tra le sue belle canzoni, ricordiamo ancora "Vezzi di donne”, "Il trionfo del grano", "Ventaglio di diamanti", "Fascino di Mandera", "Sua Maest  la donna", "Donne e farfalle", "Femmena bella". Stella del variet  di cui si ricordano le toilette e le bizzarrie, lanciò "Faccetta nera” e molti altri brani furono appositamente scritti dagli autori per lei, tra cui l’operetta di Alfredo Napolitano e Nicola Valente, "Lo Shimmy Verde".
IL SOGNO DELLA MODA ITALIANA

Dominò il mondo dello spettacolo per 40 anni, ma fu anche la prima grande mannequin del nostro paese, la prima a sognare una moda al femminile tutta italiana, a proporla e lanciarla nel mondo in contrapposizione a quella francese che allora andava per la maggiore. Donna di grande intraprendenza, una bellezza mediterranea, calda e passionale con dentro tutto il fuoco e il calore del Sud.
L’ULTIMA RECITA AL POLITEAMA

Nel 1940 , dopo aver recitato, l’8 dicembre nel teatro partenopeo Politeama, si ritirò dalle scene diventando leggenda e in una villa piena di cimeli, a Santa Marinella, in provincia di Roma, continuò a vivere da grande diva, assieme al secondo marito, il ballerino Ren Thano e alle amiche di sempre Amelia De Fazi e Annamaria De Fazi. E l si congedò dal mondo nel 1966. Aveva 72 anni. Riposa nel cimitero di Taranto, nela tomba di famiglia, come lei aveva desiderato.

Nelle foto, Anne Fougez e      la tomba dove riposa, nella cappella di famiglia

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