Qui sopra, la copertina del libro. In alto, fiorella Franchini durante la presentazione di un suo volume alla libreria Loffredo (ph facebook)
Qui sopra, la copertina del libro. In alto, fiorella Franchini durante la presentazione di un suo volume alla libreria Loffredo (ph facebook)

«Non scrivo per me o per gli altri, né per il tempo presente, né per il futuro e neppure per il guadagno. Inseguo il mio piccolo assoluto, un viaggio in cui i miei bagagli sono i sentimenti e la riflessione….». Così si presenta Fiorella Franchini con il suo romanzo storico Il velo di Iside  edito da Homo Scrivens, pagg. 139, euro 14,00.
Un libro pedagogico che avvinghia i luoghi della metropoli partenopea, dai Campi Flegrei  al centro antico della città, in una struggente storia d’amore, quella tra Cassia Livilla, sacerdotessa di Iside e il navarco della flotta di Miseno, Valerio Pollio Isidoro.
Neapolis è il luogo che fa incontrare i due, subito accomunati da un amuleto, quello che il navarco esibiva a ciondolo che risultava essere della padrona di Livilla. Quest’ultima lo scopre e chiede al soldato di restituirglielo, ma questi si rifiuta, o meglio, lo darà indietro a patto di rivedere la sacerdotessa.
I due in una determinata circostanza si sfiorarono appena, tanto da capire che le loro anime sarebbero state travolte da un profondo e travolgente amore.
Ma l’occasione che avvicina definitivamente i due sarà data dalla processione del Navigium Isidis. Il Navigium era una delle feste periodiche del culto isiaco. Si celebrava il 5 marzo e segnava la riapertura della navigazione, posta sotto la tutela di Iside. In occasione del Navigium le statue dei venerati nel culto isiaco venivano portate in processione, ed in tal modo potevano essere contemplate anche dai fedeli più umili, che normalmente non potevano vederle, perché non avevano il permesso di accedere alle stanze che contenevano le sculture sacre.
Cassia Livilla per le strade del tempio di Puteoli nel mentre distribuiva cibo ai poveri ode delle voci straniere che cospiravano contro la più famosa processione, sussurrando tra di loro una strage di Romani per l’occasione. Consegna la riflessione al navarco Valerio Pollio Isidoro, mettendo quest’ultimo sulle tracce di questi presunti stranieri.
La sacerdotessa viene avvolta da una serie di episodi che sembravano condurla tutti al condottiero per il quale il suo cuore accelerava, che la renderanno inquieta, ansiosa e tormentata.
Poi gli eventi precipitano. Cassia Livilla viene rapita, Valerio Pollio Isidoro subisce un’aggressione che lo porta in fin di vita, passerà sette giorni ed altrettante notti senza batter ciglio (oggi si etichetterebbe come stato comatoso). Ripresosi si mette sulle tracce di chi porta nel cuore.
Rapita o venduta ai pirati, ai mercanti di schiavi oppure fatta semplicemente sparire, vista la sua incomparabile bellezza? Intanto la strage rivelata non era contro i Romani, ma ben altro e molto peggio.
Fiorella Franchini in questo suo scritto fa incontrare mito, archeologia, cuore e passioni non scontate. Avvincente il racconto, scorrevole e denso di riferimenti dell’epoca romana, preciso nella impostazione e ordinato negli episodi raccontati.