Comincia con gli anni della tensione Usa-Urss, per la conquista della luna, il libro di Massimo Capaccioli: Mille1Notte. Storie dell’altro mondo, edito da Mediterraneo, pagg. 174, 15 euro.  Strategie militari, studio sulle armi, vettori, ingegneria aerospaziale, i temi più battuti dalle due potenze per la conquista della supremazia militare, al fine di mettere le “mani” sul mondo. Un mondo visto dall’alto, senza barriere né confini, luogo di libertà, di grandezza, di scoperta, di vittoria. Dove sua maestà il Sole assoggetta tutto e tutti: stelle, galassie, pianeti ed altre infinite grandezze.
L’Osservatorio astronomico di Capodimonte (da lui diretto, dall’inizio degli anni novanta, per oltre un decennio) tribolò non poco, circa due secoli fa, prima di vedere la luce. Scienza e tecnica dovettero scontare urgenze e difficoltà economiche per affermarsi compiutamente; solo grazie al beneventano Giuseppe Cassella nel 1791 si autorizzò alla sua costruzione.
La direzione di quello che primeggerà tra le istituzioni scientifiche di tutto il mondo fu affidata a tale Federico Zuccari, professore di geografia matematica. Cominciò l’avventura con alcuni strumenti personali molto modesti, venduti a questi da un milanese appartenente all’Ordine religioso dei Barnabiti. Un milanese che rifila un “pacco” a un napoletano. Ci pensate se fosse accaduto il contrario? Due secoli di ulteriori luoghi comuni e fastidiosi cliché.

Qui sopra, la copertina del libro. In alto, Capaccioli, che ha ricevuto ben tre lauree honoris causa
Qui sopra, la copertina del libro. In alto, Massimo Capaccioli, che ha ricevuto ben tre lauree honoris causa

E che dire del presunto “abbaglio” di Einstein sull’espansione cosmica, oppure del cruccio di Gregorio XIII di riallineare le stagioni con il calendario affinché gli eventi astronomici cadessero sempre nella medesima data, per ragioni civili e religiose, piuttosto che la voglia dell’uomo di non sentirsi solo ed unico soggetto umano vivente.
A tale proposito Capaccioli cerca di riassumere il dibattito vecchio quanto il mondo sui possibilisti e sugli scettici. Un impulso a tanti dubbi fu dato indubbiamente nel 1995, dopo un dibattito millenario, quando due svizzeri decretarono l’esistenza di un pianeta con la presenza di forme terrestri che non fosse la terra. L’autore non da risposte definitive ma fa chiarezza sul percorso e sulle tappe che hanno accompagnato il sontuoso dibattito, dal greco Epicuro fino ai giorni nostri. Con incredibile lucidità offre uno “scampolo” della storia della conoscenza e della coscienza in tal senso.
Tra storia e leggenda lo scrittore, professore emerito di astrofisica all’Università degli Studi di Napoli Federico II e professore onorario di astrofisica all’Università di Mosca (tre le lauree honoris causa ricevute: dalla Lomonosov Moscow State University, dall’Università di Dubn e dall’Università Statale Karazion di Kharkiv) porta alla luce un racconto del 1566 accaduto a Rostock, sul Mar Baltico, dove due rampolli dell’aristocrazia del tempo si sfidarono a colpi di spada per stabilire chi fosse il miglior matematico. Surreale il finale dell’incontro che condizionò il resto della vita di almeno uno di essi.
Insomma, un libro questo di Capaccioli in grado di farti riflettere sui grandi interrogativi del cielo e di tutto quello che si muove attorno, un modo per saper rispondere a quanto accompagna il dibattito “terreno” dell’uomo su questi argomenti. In una maniera semplice prova a dipanare grandi e qualificati quesiti con un linguaggio comprensibile a tutti.
Certo un libro che vuole portare alla ribalta il cielo mentre tutto si svolge sulla terra e dove la comunicazione imperante non lascia spazio ai destini del cosmo e alle altre creature di lassù, è già per questo coraggioso, intrigante, che dipana misteri nell’alto dei cieli. Una lettura gradevole che cerca di allontanarti dalla materialità quotidiana, dall’affanno dei rapporti terreni, dall’angoscia delle contraddizioni da risolvere qui. Un racconto innanzitutto per cultori di discipline scientifiche, astronomiche, per chi è intrigato da questioni astrali, distanze planetarie, velocità della luce. E, mi ripeto, non solo per addetti ai lavori, ma per tutti. Lo consente la semplicità del linguaggio e l’italiano scorrevole e di qualità.
In foto, Massimo Capaccioli e la copertina del libro che è stato presentato in anteprima nazionale venerdì 20 luglio al Festival della letteratura nel segno del Mito all’Anfiteatro campano di Santa Maria Capua Vetere