Un voto interrompe la sua carriera costellata di successi. Maria Paris (foto) prima di essere una stella era mamma e donna. Ammirevole per la sua scelta, presa al culmine del suo percorso artistico. Una decisione che l’allontana dalle scene, dal suo pubblico, dalla sua passione, per sempre. Tanti hanno cercato di riportarla alla ribalta, ma lei ha sempre rifiutato, mantenendo la sua parola, il suo credo, vivendo con grande orgoglio di donna credente.
Scelse la via del cuore. Lei che aveva cominciato a cantare  nel 1945, terminando nel 1968. Itinerario breve, ma con tanti riconoscimenti e  successi. Bella, amata dal pubblico, una voce particolare anche brillante, gradevole, con suoni antichi che ricordavano i canti delle lavandaie, allo stesso tempo squillante e moderna.
Oggi poche artiste possono cantare Canzona appassiunata come sono in poche a interpretare con classe -come faceva lei- A cartuline e Napule e Passione– tanto per citare alcuni suoi cavalli di battaglia.
La nostra napoletanissima nasce Maria nel  1932 con il nome di Maria Rosaria Pariso, debutta a soli 13 anni con la compagnia musicale Biancaneve. La sua grandezza viene confermata nel 1953 dove si esibisce alla radio con l’ Orchestra Anepeta e vince la Maschera d’Argento come miglior interprete femminile dell’anno.
Partecipa al Festival di Napoli per  ben 12 volte e  ne vince due edizioni: nel 1955 con ‘E stelle ‘e Napule e nel 1963 con Jammo jà in coppia con Claudio Villa. Mentre con la canzone Nanninella allessaiola di Alberto Sciotti si aggiudica il primo Festival del Pulcinella d’Oro.
Qui vogliamo ricordarla attraverso le parole dell’attore Gino Curcione, amico dei Gagliardi (cognome del marito della signora Paris).  «Ho avuto il privilegio di frequentare fino agli ultimi giorni della sua vita la grande Maria Paris, ero- e sono- considerato una persona di famiglia, gli stessi figli- Francesco, Giuseppe e Marianna Gagliardi mi ritengono tale. Tutti quelli che si professano suoi amici  sono scomparsi nel nulla, facendo una semplice apparizione di commiato al suo funerale (che si è svolto il 4 maggio scorso,  nella chiesa di San Vitale a Fuorigrotta ndr). Maria Paris è quella cantante che ha fatto della canzone napoletana un’arte, una poesia. La sua è una tra le più belle voci, calda e vellutata. Non a caso la chiamavano L’usignolo di Napoli. Oggi non vedo nessun erede che possa continuare la sua arte. Maria, oltre a essere una artista speciale, era una donna discreta e di immensa umiltà… doti che appartengono solo alle grandi».
L’accorato ricordo
ci riporta ai suoi successi: segnaliamo, tra questi, Tuppe tuppe Marescià (diventato in seguito un film con la stessa Paris che, in seguito partecipa anche a un’altra pellicola dal titolo Te stò aspettanno). Lo stesso brano viene presentato al Festival di Napoli 1958, insieme a Nicola di Bruno e ottiene il secondo posto.
L’anno successivo presenta insieme a Aurelio Fierro un altro cult Stà miss n’ciucio, con la a già citata propone Napulione e Napule, ripetuta da Germana Caroli. Come si usava a quel tempo, due artisti per un unico bran.
Nel 1954 Paris partecipa con ‘O core vo fa sciopero e “L’ammore vo gira’ , entrambe interpretate anche da Carla Boni e Mannaggia o suricillo in coppia con Katyna.
E ancora bellissime melodie come Ciente catene, insieme a Mario Merola e  Bandiera bianca del 1968 arrivata seconda e cantata anche da Sergio Bruni.  Brani che rimarranno nella storia che la vedono protagonista con eccellenti nomi- oltre quelli citati: Wilma de Angelis, Giacomo Rondinella, Mario Trevi (con lui E’ frennesia del 1965), ma ancora Tarcisio Parigi, Luciano Lualdi, Franco D’Ambra, Gino Latilla, Carla Boni, Teddy Reno…
Oltre a  vincere o a conquistare ottime postazioni  le sue esibizioni restavano incise nella memoria:  Me songo ‘nnammurato,  Luna janca, Mo levo o nun mo levo, Stanotte nun sunnà, A fenesta ‘e rimpetto, È FrennesiaNu salutoVulesse nu favore, Freva e gelusia, Che t’aggia dì, Perdoname, Core bersagliere, L’addio, Mandulinata a Napule, ‘A cartella ‘e rendita, Tammurriata d’autunno, ‘Nu poco ‘e sentimento, Tarantella internazionale, Totonno ‘o piscatore, Munasterio ‘e Santa Chiara , ‘O cunto ‘e Mariarosa. Alcune di queste completamente dimenticate. 
Maria Paris non è stata solo una stella della canzone ma anche del teatro. Prende parte alla rivista di Armando Gill diretta da E. A. Mario, poi  si unisce alla compagnia di Riccardo Billi e Elena Quirici andando in scena con Punto e a capo. La troviamo pure nello spettacolo Ora comincia la sventura con i fratelli Gennaro, Nino e Renato Di Napoli. Nonché con il comico Trottolino in Se son rose canteranno e la compagnia di Pasquale Pinto. E  affianca nomi come quello di Armando Curcio per Carosello napoletano e Tarantella napoletana.
Approda, inoltre, alla Canzone Italiana di Parigi, al Festival salernitano della Canzone, al Festival della canzone Città di Roma (dove guadagna il terzo premio con il motivo Teatrino di provincia), al Festival Due Voci e una Canzone di Montecatini (terza con  Tricche trì tricche trà), al Festival napoletano di New York e a Canzonissima   (con i brani Viene viene ammore e ‘A frangesa), fino  al giugno della canzone napoletana.  E nella sua vita d’artista non mancheranno la televisione e le Piedigrotte, affiancate a colonne sonore di film.
Per noi, la sua storia di attrice, cantante, vedette di rivista non  finisce nel 1968, ma  quando ci lascia, all’età di 86 anni. Gentile signora Maria Paris, lei sarà sempre nei nostri cuori… Grazie per le antologie che ci ha lasciato in eredità.