Napoli resta uno “spazio critico”, uno “stato mentale”, accontentiamoci di viverla e di provare a comprenderla. Più o meno questo il concetto del libro scritto a più mani “Napoli 14 voci e uno sguardo in giro per la città”, a cura di Guido D’Agostino, Francesco Divenuto, Antonio Piscitelli e Mario Rovinello (autori anche di alcuni dei testi), Edizioni Scientifiche Italiane, pagg. 192, euro 15,00. Bellissime le foto emozionalmente commentate da Massimo Velo.
Guido D’Agostino tratteggia, quasi pennella, una via Toledo con testimonianze inedite. Una via che si sviluppa dal Museo Nazionale sino a piazza Trieste e Trento, stratificata su interventi fatti dal “sopra verso sotto”, dall’alto verso il basso. Un ex canale di confluenza di varie acque la “strada Toleda” fu fatta rinvenire, raccolta e sollevata da terra, rassettata ed acconciata al meglio circa mezzo millennio orsono. D’Agostino da anche voce a chi ha interpretato questa sorta di “via maestra”, dagli stranieri ai nostrani come Roberto Bracco che racconta questa come “un camerone bislungo che appartiene ai napoletani che in essa si incontrano di continuo, si urtano, si mescolano, si confondono in una sola famiglia.”.
Sembra dar voce agli stranieri più incisivamente Adriana Corrado. Napoli vista con gli occhi di Thomas Torkington che racconta il clima della domenica delle palme in città, lo stesso inglese ritiene Parthenope bella, ricca, religiosa; oppure William Thomas che  vede “ricche strade e splendide costruzioni”. E ancora Christopher Marlowe affascinato dalla tomba di Virgilio Marone.
I diari e le corrispondenze rintracciate dalla Corrado completano la visione di una città carica di note magiche, elementi fantastici, cupi misteri, tutte scoperte di forestieri che sono passati sotto l’ombra del Vesuvio.
Lo sguardo borbonico è affidato a Maria Rosaria Nappi. In particolare alla riconosciuta sensibilità di Ferdinando di Borbone per l’archeologia, con statue e pitture sepolte a Ercolano, Pompei, Stabia, definitivamente portate alla luce.
Alle proibitive condizioni di persone, bambini e poveri, si alternavano scavi, musei, biblioteche, stamperie. Mestieri antichi e di precisione: restauratore, incisore, stampatore, disegnatore, falegname, vetrai.
Struggente il dialogo tra Domenico Morelli e Filippo Palizzi, presidente dell’Accademia di Belle Arti, descritto da Aurora Spinosa. Le inevitabili dimissioni da presidente dell’università per l’alta formazione artistica e punto di riferimento della pittura napoletana dell’ottocento da parte del pittore abruzzese, si riverberano sulla struttura ed in particolare sugli studenti.
Forse la Spinosa vuole lasciar capire che quel dialogo rappresenta la lotta tra il baronato universitario attuale e quei professori indipendenti e liberi di interpretare i sentimenti degli studenti, la futura classe dirigente di un paese. Da un lato la chiusura di quel mondo di comando ripiegato su se stesso e dall’altro un sentimento di apertura, novità, permeabilità della società nella scuola.
Alla fine vince il male, come spesso succede: gli studenti da un lato, con il loro grido di dolore, incapaci di metabolizzare un addio difficile e dall’altro la passione per l’insegnamento che molla e dice addio.
Volendo attualizzare questo scritto a più mani proverei a mettere in evidenza l’attuale rapporto tra un mezzogiorno accerchiato da sovranisti e populisti che resiste con la sua vocazione mediterranea, pacifista, autonoma, a tratti rivoluzionaria. Un sud che deve provare a rispettarsi di più, a conoscersi meglio, a saper coniugare il passato come elemento per il futuro, riappropriarsi della memoria e della storia al fine di primeggiare per altri duemila e passa anni.
Questo libro firmato da autori vari fa un esercizio di critica ordinata e consapevole, posizionando la nostra città tra il moderno e il contemporaneo, tutti sintomi di profonda conoscenza di ciò che descrivono gli scrittori.
Il libro sarà presentato a Palazzo delle arti Napoli (Pan, via dei Mille ,60) mercoledì 24 ottobre, alle  17.30. Saranno presenti gli autori e i curatori: Adriana Corrado, Guido D’Agostino, Riccardo de Sangro, Luciana Di Lernia, Francesco Divenuto, Marisa Lembo Gatti, Ornella Gonzales y Reyero, Clorinda Irace (che si sofferma su piazza Mercato), Paologiovanni Maione, Maria Rosaria Nappi, Antonio Piscitelli, Massimo Rippa, Mario Rovinello, Maria Sirago, Aurora Spinosa, Massimo Velo (Collana La memoria narrata, Edizioni Scientifiche Italiane, 2018).
I
ntervengono: Maurizio de Giovanni, Annamaria Palmieri, Donatella Trotta. Intermezzo musicale e letture a cura degli studenti del Liceo musicale «Palizzi» coordinati dalle docenti Astarita e Mallozzi. L’evento è organizzato in collaborazione con l’Istituto Campano per la Storia della Resistenza, dell’Antifascismo e dell’Età Contemporanea “Vera Lombardi”.
In foto, particolare della copertina