Dopo la sparatoria che ha colpito la piccola Noemi che si trovava per caso sulla traiettoria maledetta del proiettile in cerca di un altro bersaglio, si alza di nuovo il grido “Fujtevenne”.
Eppure la città continua a lottare per non essere ostaggio della criminalità organizzata. Attraverso il pensiero della cultura. E quel pensiero, nella sua espressione più alta, riappare, finalmente aperto al pubblico, nella biblioteca del Museo Filangieri (foto),  gioiello  di profondità artistica e filosofica, nel cuore della città museale, che custodisce più 10mila volumi.
Da venerdì 10 maggio, lo sguardo dei visitatori potrà posarsi per la prima volta sul carteggio tra il pensatore Gaetano Filangieri e lo scienziato Benjamin Franklin. Mediatore tra i due,  Luigi Pio, amico di Filangieri e segretario di legazione a Parigi per il Regno delle Due Sicilie dal marzo 1781.
Per celebrare l’evento, al centro del Maggio dei Monumenti 2019, nella sala Agata del Museo, si esibirà in concerto il MandGuit classical Duo di Ivano Pagliuso (chitarra) e Federico Maddaluno (mandolino), mentre l’attore Claudio Di Palma leggerà alcuni brani del prezioso e inedito carteggio Filangieri-Franklin.
Sarà anche inaugurato un nuovo percorso del Filangieri  per accedere alla biblioteca, che consentirà di ammirare altri importanti dipinti (tra questi il ritratto di Humboldt), oltre alla pinacoteca, già accessibile.
Nato nel 1752, illuminista carismatico, Filangieri  intrecciò una fitta corrispondenza con i più grandi filosofi, intellettuali e politici europei e americani, ispirando  in Franklin l’esigenza del “diritto alla ricerca della felicità” come diritto inalienabile di tutti gli uomini, inserito nella Dichiarazione di indipendenza Usa: Noi riteniamo che le seguenti verità siano di per se stesse evidenti; che tutti gli uomini sono stati creati uguali, che essi sono dotati dal loro Creatore di alcuni Diritti inalienabili, che fra questi sono la Vita, la Libertà e la ricerca della Felicità. Il documento, ratificato a Filadelfia il 4 luglio 1776, segna la nascita degli Stati Uniti d’America.
Figlio del principe Cesare di Arianiello, Gaetano intraprese la carriera militare in Sicilia, dove conobbe i più importanti intellettuali palermitani. Tornato a Napoli,  tra il 1774 e il 1780, divenne alfiere e poi sottotenente del regio battaglione di marina, svolgendo  a corte funzioni di “maggiordomo della settimana” e di “gentiluomo di camera” . E in quel periodo scrisse i primi due volumi de La scienza della legislazione, la sua opera più importante che non completò perché nel 1788 si ammalò di tubercolosi e si ritirò con la moglie e i figli, Carlo e  Roberto, a Vico Equense dove morì a soli 36 anni, nell’estate del 1788.
 Filangieri riteneva necessario che uno Stato si fondasse su leggi che tutelassero la  Libertà per  prosperare grazie all’armonico equilibrio delle sue parti. E per lui la libertà è frutto dell’applicazione corretta delle leggi e il presupposto della felicità dell’uomo e del cittadino. La violenza e l’arroganza possono essere sconfitte con l’armonia, ieri come oggi.
Per saperne di più
https://filangierimuseo.it/