Nuova tappa per la mostra Pompeii. The infinite life, realizzata per il Forum culturale Italia-Cina. Dal primo giugno, il progetto espositivo arriva nello splendido scenario del Qin Shi Huang Mausoleum Museum di Xi’an. Centoventi reperti provenienti dai depositi del Museo archeologico nazionale di Napoli.
Dopo il successo della prima esposizione al Jinsha Archaeology Museum di Chengdu (circa 600.000 visitatori in un mese di programmazione), la mostra,  sancirà, ancora una volta, la proiezione del Museo verso i nuovi orizzonti della promozione culturale.
Commenta il direttore Paolo Giulierini: «Le radici archeologiche europee, rappresentate, nella loro ricchezza, dalle straordinarie vestigia di Pompei, sono oggetto di un rinnovato interesse da parte del mondo orientale: la curiosità del pubblico cinese premia le diverse forme di divulgazione del patrimonio antico, dal tradizionale percorso espositivo alle più moderne strategie di comunicazione. La diffusione, in Cina, del nostro videogame archeologico -Father and son-, ne è ulteriore prova».
Dopo Xi’an, in autunno, la ospiterà il Tianjin Museum (21 settembre-14 dicembre 2018)e l’anno prossimo toccherà al Wuhan Panlongcheng Museum (8 gennaio – 02 aprile 2019) e al Liaoning Museum  (27 aprile- 20 luglio 2019).
Gli allestimenti sono di Gaetano Di Gesu e Susanna Ferrini (N! Studio Asia), la curatela scientifica di Pier Giovanni Guzzo e la consulenza museografica di Gianni Bulian in collaborazione con gli scavi di Pompei. Così gli scavi Pompei  continueranno ad affascinare lungo la  linea culturale,che unisce la direzione generale Musei del Mibact, il Mann e ChinaMuseum Ltd di Pechino. Una strade dove le dimensioni temporali si annullano nella seduzione della Storia.
LA RASSEGNA/Il MUSEO CHE SUONA
Dal 31 maggio al 3 giugno Il Museo che suona. Un format d’ascolto basato su modalità di fruizione alternative e possibili della grande musica. Un breve viaggio oltre i riti e le convenzioni stratificate del concerto. Con Elogio al violoncello, per la prima edizione: in primo piamo, dunque, uno strumento sorprendentemente eclettico.
Quattro giorni  in cui il museo archeologico di Napoli si trasformerà in un’immensa scatola sonora grazie alle suggestioni di un originale format musicale firmato da Stefano Valanzuolo.
Oltre 30 ospiti: tra questi,  Giovanni Sollima aEnrico Dindo e Stephan Braun con artisti internazionali per la prima volta a Napoli: Ramon Jaffé, Maya Beiser, Ernst Reijseger, Christophe Coin, Eric Siblin, Orchestra Notturna Clandestina. Concerti serali e site specific.
Appuntamenti musicali che saranno cuciti a misura degli spazi destinati ad accoglierli, così da regalare al pubblico e agli interpreti il brivido raro della novità.

Per saperne di più:
https://www.museoarcheologiconapoli.it/it/