Il Comune di Napoli apre uno sportello on line dal titolo:”difendi la città”. L’iniziativa si incarna nell’ambito della delega “Napoli città autonoma” che il sindaco Luigi de Magistris ha inteso conferire con espressa delega a Flavia Sorrentino, con il fine di «redigere un manifesto politico, amministrativo e giuridico, affinché Napoli sia la prima città del terzo millennio a dotarsi di uno statuto di città autonoma nell’ambito della cornice costituzionale che garantisce le autonomie locali».
Ogni offesa alla città di Napoli, al fine di tutelarne la dignità, l’immagine e la reputazione, verrà perseguita attraverso l’avvocatura comunale.
Basta riempire il format sul sito istituzionale del Comune di Napoli (www.comune.napoli.it), nell’area appositamente dedicata, per poter permettere una valutazione e decidere se vi siano i presupposti per procedere alla denunzia-querela.
L’iniziativa viene intesa come cooperazione e coinvolgimento tra cittadini e amministrazione comunale, tesa a proteggere e tutelare il bene comune locale da interesse esterni, promuovendo nello specifico: la contro-narrazione degli avvenimenti che interessano la città, con l’obiettivo di offrire una visione di Napoli che rispecchi la verità; la valorizzazione delle bellezze e delle peculiarità partenopee, considerate attrattiva turistica di interesse internazionale e la riscoperta dell’orgoglio di appartenenza.
Spiega la delegata del sindaco all’autonomia della città – Flavia Sorrentino: «Un popolo che difende la propria identità rafforza l’autostima, il senso civico ed il rispetto per l’ambiente circostante, recupera fiducia nelle sue potenzialità di sviluppo e crescita».
In caso di azioni di tipo legale, i proventi ricavati dalla richiesta di risarcimento danni, saranno destinati a migliorare la qualità dei servizi, l’igiene e il decoro della città.
La pretesa dichiarata è quella di rendere Napoli autonoma, responsabile delle proprie azioni istituzionali e rispettata nei circuiti turistici internazionali.
Una piattaforma programmatica che lancia una sfida epocale, che dovrebbe collocare Napoli nella sua giusta dimensione, far rispettare le relazioni umane e comportamentali per quelle che sono, lontano da sterili rappresentazioni della città, rifuggendo dall’ormai costituito binomio napoletanità/negatività.
Certo la pretesa autonomia deve saper guardare alle forze interne presenti in città nel campo della cultura, dell’arte e delle vocazioni specifiche che creano “vita” nell’arena della società. Questo vorrà dire premiare iniziative autogestite, produzioni dal basso, soggetti che valorizzano il capitale umano, che privilegiano reti di relazioni territoriali. Insomma, chi ha fatto e fa “sistema” intessendo pratiche sociali condivise, chi ha saputo mettere al primo posto il valore umano, il senso di comunità, chi produce avanguardia sociale.
Un primo granello di sabbia lanciato nel recinto di chi vede il mondo dall’alto  . Basta proseguire per questo sentiero.
In foto, piazza San Domenico Maggiore

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