Calorosi applausi hanno siglato il successo ieri sera  al teatro Caio Melisso di Spoleto, per la settantaduesima stagione lirica sperimentale, dei due intermezzi napoletani del ‘700 La furba e lo sciocco di Domenico Sarri nella nuova edizione critica di Eric Boaro.  Si replica questa sera sabato (15 settembre ore 21) e domenica 16 settembre ore 17.
E’ anche il successo di una collaborazione virtuosa giunta ormai al quarto anno (rinnovata lo scorso 18 gennaio la convenzione) tra i Lirico sperimentale di Spoleto A. Belli e l’Università degli studi di Milano e in particolare con il Centro Pergolesi, l’istituto interno di musicologia e ricerca della stessa Università sancito con un articolata convenzione che lega le due istituzioni in modo da interagire in modo proficuo a favore della ricerca e della riscoperta di preziosi gioielli musicali settecenteschi che vengono in modo scientifico ritrovati, riesaminati e trascritti in nuove edizioni critiche o revisioni basate sulle fonti originarie.
Gli  intermezzi dimenticati napoletani tornano a splendere e rendono concreto il lavoro dei ricercatori dell’Università: vedono “applicato”cosi il loro lavoro, mentre i cantanti e gli altri musicisti dello sperimentale si confrontano con un genere settecentesco che è anche un formidabile banco di prova per gli stessi cantanti e per gli strumentisti. Non solo una rappresentazione felice, ma un progetto articolato prolungato nel tempo.
Protagonisti  della brillante partitura di Domenico Sarri, sotto l’attenta supervisione del direttore artistico Michelangelo Zurletti, sono stati il soprano Susanna Wolff, vincitrice del concorso dello sperimentale 2018 (premio Imaie 2018) e l’altrettanto brillante baritono-attore Paolo Ciavarelli, vincitore nel 2017, oltre al prezioso contributo di due giovani mimi, Carlo Bonilli e Massimiliano Caporaletti. Così Napoli docet a Spoleto, da capitale settecentesca della musica.
Di origini pugliesi, Domenico Sarri (Trani, 24 dicembre 1679 – Napoli, 25 gennaio 1744) arriva a Napoli da «figliolo piccolo in età di sei anni in sette» per studiare al Conservatorio di Sant’Onofrio, probabilmente sotto la guida di Alessandro Scarlatti, Gaetano Greco.
Vice maestro della cappella di corte nel 1725 (Alessandro Scarlatti, primo maestro, muore e Francesco Mancini gli subentra) e maestro di cappella nel 1737 (Francesco Mancini viene a mancare e Sarri ne prende il posto).
Tra le sue composizioni più celebri,  Achille in Sciro, che il 4 novembre 1737 inaugura il Teatro di San Carlo, gemma “firmata” Carlo di Borbone, succeduto agli Asburgo nel governo di Napoli dopo le vicende della guerra di successione polacca.
Il 25 gennaio 1744, un anno dopo la composizione della sua ultima opera, Alessandro nelle Indie, Sarri muore all’età di sessantacinque anni.
In alto, foto di scena di Riccardo Spinella
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