Roma. C’è una porta alchemica in piazza Vittorio Emanuele II, nel colorato quartiere Esquilino, unica sopravvissuta tra le cinque di Villa Palombara. Custodisce il segreto della pietra filosofale. Reca sette iscrizioni esoteriche : simboli alchemici che il proprietario, Massimiliamo Savelli Palombara, marchese di Pietraforte, aveva fatto incidere. Ispirato da un episodio.
Una mattina, nel giardino della dimora aveva trovato un pellegrino che cercava una pianta in grado di generare oro e lo aveva invitato nel suo laboratorio. Ma il giorno successivo il viandante si dileguò, lasciando tracce di oro e appunti enigmatici scolpiti poi sulla porta della magione.
Un mistero cui è dedicato il raffinato spettacolo approdato nel cortile d’onore del palazzo Reale, per la rassegna Napoli Teatro Festival realizzata malgrado il Covid, rispettando tutte le misure di sicurezza.
The magic door è il titolo della performance andata in scena sabato scorso, nata da un’idea della regista cinematografica, attrice e cantautrice Giada Colagrande (moglie dell’attore Willem Defoe, sempre ispirata artisticamente da Franco Battiato) e del compositore e polistrumentista Arthuan Rebis. A loro, successivamente, si affianca il compositore , arpista e polisrumentista Vincenzo Zitello che ne cura gli arrangiamenti (foto).
Ciascuna delle epigrafi incise suggerisce una canzone. Sopra il palco, dietro i musicisti, scorrono in video (di Giulio Donato) le immagini magnetiche dell’universo che seducono lo sguardo, trasportando gli spettatori in una dimensione onirica.
 Sonorità folk britanniche, celtiche, mediterranee grazie a strumenti come il tamburo a cornice, la lama sonora, lo hulusi (aerofono ad ancia libera originario della Cina) e la nickelharpa si fondono in una dolcissima armonia che culla chi ascolta e guarda rapito il filmato.
Suggestiva l’introduzione  che ci mostra Arthuan Rebis, interprete del marchese Palombara, narrare dell’incontro con il pellegrino che svanisce oltrepassando la porta. E poi la musica, soave, si espande . Dopo il passaggio nell’infinito.
La prima epigrafe è dedicata a Saturno mentre il viaggio musicale si conclude con il pianeta Terra. Così si susseguono i rispettivi brani di quello che è l’album d’esordio ( novembre 2 018) di Giada Colagrande:  Saturnine Night, Jupiter’s Dew, Water of Mars, Venus the Bride, Mercury Unveiled, Sun in a Flame, V.I.T.R.I.O.L.
Il pubblico, immobile, si lascia trasportare nel mito e nel mistero del mondo. Infine, si scioglie in un sentimentale applauso per un poetico incantesimo durato un po’ più di un’ora.
Lo spettacolo è stato trasmesso in streaming su live.napoliteatrofestival.it, su Radio CRC (Radio CRC Targato Italia, sul Canale 620 del digitale terrestre e sull’app ufficiale), e sulla piattaforma Ecosistema digitale per la cultura della Regione Campania.
Il ricavato va all’Istituto nazionale tumori “Fondazione Pascale” di Napoli.

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