A Napoli il talento è in musica. Protagonista, la chitarra di Sebastiano Esposito. Giovane promessa della sei corde che, con un occhio al jazz e uno al rock, cerca di superare i confini musicali territoriali proponendo un sound dal sapore internazionale. A un anno dall’uscita del suo primo disco dal titolo “24”, il chitarrista partenopeo tira fuori il singolo “Direct Impact”. Online il videoclip curato dal regista Tony Ruggiero (https://youtu.be/z2ZQBArC8Lc).
Prodotto dalla NoMods Film con la produzione esecutiva dell’associazione Musicando e il patrocinio della Regione Campania, sembra essere un corto sia per il minutaggio che per la scelta dei tagli nel montaggio a cura di Mario D’Arienzo. Con sferzante energia, la chitarra di Sebastiano accompagna il percorso del protagonista Emanuele Lanza che, tra corse e momenti di stasi, restituisce quell’ansia che tanto caratterizza l’uomo moderno con le sue paure, responsabilità, ma che riesce a gestire, grazie anche a poteri sovrannaturali, ritornando a un’apparente normalità, in bilico tra chi è preda e chi invece è predatore.
Echi di fantascienza, incursioni aliene la fanno da padrona nel dipanarsi della storia che si conclude con la frase della scrittrice Isabella Santacroce “Niente di ciò che appare in verità si mostra”. L’interpretazione è libera. La musica per Sebastiano, e in particolare la sua, non appartiene a un genere preciso, ma preferisce che sia la potenza della chitarra a raccontare le sue emozioni, le sue storie, la sua poesia.
Non solo rock, non solo progressive, non solo jazz. Tutta la sua produzione musicale si condensa nell’album anticipato dai singoli “Something’s Crashed” e “Lost in You”. Nei 10 brani c’è una varietà di colori davvero vasta che racconta il percorso e la crescita musicale del talentuoso chitarrista. Dopo un breve inizio acustico, l’intro partenopea (non a caso intitolata “Parthenope”) si passa a brani che fondono rock, jazz, fusion, ritmi e groove dal reggae al funk. “24”, è un progetto autoprodotto registrato interamente in presa diretta, senza tagli e sovraincisioni, insieme al bassista Giovanni Macchiaverna e al batterista Elio Severino.
Ai 10 inediti si aggiungono due bonus track, un omaggio a due grandi artisti da sempre fonti d’ispirazione per Sebastiano: la versione di “Little Wing” di Jimi Hendrix è impreziosita dalle stupende voci di Moris Pradella e Emilia Zamuner, e poi c’è lui, Pino Daniele e la sua “A me me piace o’ Blues”, con ben quattro cantanti ad accompagnare la chitarra di Sebastiano: Giulio “Kayaman” Loffredo, Antonio Marino, Gregorio Rega e Salvatore “Sabba” Lampitelli.
Il disco è disponibile anche in versione digitale. Il formato fisico, oltre alle due cover, contiene un DVD dal titolo “D’IO” con contenuti extra nei quali il chitarrista racconta la nascita dell’album e l’esecuzione live studio di alcuni brani. Profondamente legato al sound vintage, Sebastiano ha voluto che “24” fosse realizzato completamente in analogico, ripreso da Nicola Tranquillo e Stefano Saggiomo al The Vessel Recording Studio di Caserta, mixato da Giuseppe Polito negli Starlight Studios di Napoli e masterizzato da Giovanni Versari nel suo studio “La Maestà” di Forlì.
La scelta di produrre un disco interamente live, nasce dalla volontà del musicista di stabilire un contatto quanto più veritiero possibile con l’ascoltatore, trasmettendogli le stesse sensazioni che lo hanno ispirato per la composizione e l’esecuzione dei singoli brani.

In foto, il chitarrista Sebastiano Esposito durante una performance\ ilmondodisuk.com
In foto, il chitarrista Sebastiano Esposito durante un’esibizione

Sebastiano Esposito, classe ’92, si avvicina allo studio della chitarra all’età di 13 anni, prima da autodidatta e successivamente sotto la guida di grandi maestri tra cui Marco Sfogli, Ciro Manna e Pietro Condorelli al conservatorio “San Pietro a Majella”, dove studia chitarra jazz.
Partecipa a numerose masterclass con i più grandi nomi della scena chitarristica. A soli 16 anni vince il premio miglior chitarrista al “Vomerock” festival di Napoli. Nel 2010 fonda il trio strumentale Beyond Laugh con cui partecipa a diversi contest in giro per l’Italia.
Dopo diverse collaborazioni con Ivan Granatino, Emilia Zamuner, Salvatore Lampitelli, decide di dedicarsi alla carriera solista. Ad intraprendere questo viaggio con lui, la sezione ritmica formata da Elio Severino e Giovanni Macchiaverna. Nasce così “24”.
Il progetto riscuote un discreto successo fin dall’inizio, al tal punto da essere invitato sul palco della XIX edizione del DiscoDays e ad aprire i concerti di numerosi artisti. Negli anni ha l’occasione di condividere il palco in open act con i grandi della musica jazz internazionale: Diana Krall, Alain Caron, Michael Chapdelaine, Eric Gales e molti altri.
Lavora come arrangiatore, direttore artistico, produttore, inizia una collaborazione come turnista con il vincitore di “The Winner Is” Lampitelli e con il comico di “Made in sud” Francesco Cicchella, prendendo parte allo spettacolo teatrale “Millevoci tonight show” per la regia di Gigi Proietti.
Orientato verso un futuro che va oltre i confini geografici e i limiti del “genere musicale” con cui troppo spesso viene etichettata la musica inedita, Sebastiano è un musicista che colpisce al primo ascolto. Dimostrazione che Napoli genera nuovi talenti anche nel campo della musica strumentale, proprio quando questa sembra esser diventata una merce rara.

Altri videoclip
Parthenope
https://www.youtube.com/watch?v=YLpl298HSeE
Lost in you
https://www.youtube.com/watch?v=6RFW3Msa_mI
Something’s Crashed (Live Session)
https://www.youtube.com/watch?v=uFeBHatQCQs