Quando uno scrittore si sporca le mani con la vita e la quotidianità, sviluppa la capacità di creare un racconto  autentico e onesto.  Credo sia questo l’insegnamento più grande di Hemingway, un invito che dovrebbe raccogliere chiunque si occupi di scrittura e in qualsiasi forma. Paquito Catanzaro non se lo fa ripetere due volte e tesse la tela narrativa partendo dal proprio vissuto.

L’aritmetica del noi, edito da Homo Scrivens, ha come protagonista un rapporto di coppia; da una parte abbiamo Hugo Sanchez Bottino, un giornalista precario, e, dall’altro, Marta Falcone, calciatrice e figlia di un affermato avvocato.
I due, che orbitano nella fascia dei trent’anni, vivono la propria quotidianità tra la necessità di affermarsi nei loro rispettivi ambienti e la volontà di mettere su famiglia. Una storia come tante, per questo autentica e onesta. Entriamo in contatto diretto con i personaggi. Due cose rendono iconico L’aritmetica del noi, ovvero le Converse consumate che Hugo si ostina a indossare quotidianamente e il suo taccuino. Quasi fossero gli aiutanti del protagonista in una fiaba, questi oggetti sono l’Excalibur del nostro giovane Artù e i suoi  silenziosi compagni di viaggio.
È qui che viene meno la maschera di Hugo e si palesano ai nostri occhi i lineamenti di Paquito, che il mondo della cultura, nel bene e nel male, lo vive sulla sua pelle da anni, e conosce ogni tassello che compone il mosaico del mondo della scrittura; spesso è stato definito “il ragazzo col taccuino”, quello stesso taccuino che Hugo preferisce ai registratori e ai notebook, quella fornace dove lo scrittore forgia gli strumenti e i mattoni con cui costruirà le sue opere.
Un altro dato caratteristico del romanzo è l’ironia con cui Paquito condisce i diversi capitoli della sua opera, anche questo tratto caratteristico dello scrittore, che usa il gioco come ferro per tessere la tela narrativa, finendo anche con il creare parodie di personaggi dello spettacolo o citare persone reali.
Da qui arriva l’insegnamento che Paquito, travestito da Hugo, dà al suo lettore: è vero, la vita è difficile e spesso, nel tuo cammino, incontrerai numerosi ostacoli, ma resta fedele a te stesso, sii costante e tenace, prima o poi le cose si muovono per tutti. Citando Hey you dei Pink Floyd: “Together we stand/divided we fall”.
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