Quando si dice che le esagerazioni non sono mai un bene, di verità ce n’è tanta. La ricerca ossessiva del piacere distoglie dalle cose più importanti, genera ansia e ulteriori problematiche emotive.
Così, Paul Emme, giovane imprenditore napoletano di 33 anni, con un’attività ben avviata nell’ambito del turismo in Costiera, decide di condividere la sua storia, fatta di eccessi ed equilibri precari, perché è una storia molto più comune di quanto si possa immaginare.
Il suo “diario pubblico” è un romanzo autobiografico. Si intitola Sesso e vodka a colazione e dal primo dicembre sarà in vendita su Amazon.
Primo romanzo per Paul Emme, un apparente donnaiolo voluttuoso, superficiale e materialista, capace solo di alternarsi tra donne, alcol e notti brave. Il libro, in realtà, è la confessione sincera di una persona incapace di trovare un giusto equilibrio tra le diverse personalità che albergano in lui, come in fondo in ognuno di noi.
«Sono cresciuto all’ombra di una figura paterna che si scherniva costantemente di me – racconta l’autore – mal sopportando le mie scelte, che andavano in una direzione diametralmente opposta rispetto ai suoi desideri e auspici. Avevo bisogno di iniezioni di sicurezza e le ho intercettate dapprima nelle sostanze stupefacenti, poi nelle donne».
Dopo la sua prima esperienza sessuale, a quindici anni, Paul passa dall’essere un adolescente bisognoso d’affetto e insicuro a un uomo insaziabile, affamato di donne. La dipendenza sessuale ha generato un conflitto tra il ragazzo romantico e il bisogno compulsivo di vivere una vita borderline, sempre alla ricerca degli eccessi.
«Avere genitori che vogliono importi la propria visione della vita è davvero frustrante. Seguire una linea già tracciata significa mettersi da parte, dirsi addio e perdere l’equilibrio».
Il libro inizia con il protagonista, Paul Emme, che si reca dalla psicologa perché accusa un forte stato d’ansia e stanchezza cronica. Inizia così un viaggio a ritroso nel tempo, scavando nelle pieghe di un passato, custode della chiave di lettura del suo presente. In una costante altalena tra ieri e oggi, alla fine Paul si ritrova trentenne, nell’ultima seduta dalla psicologa, a nodi sciolti e con il perdono in tasca.
«La mia non è chissà quale incredibile storia, ma le problematiche di cui parlo sono molto più comuni di quanto si possa immaginare. Per questo ho sentito il bisogno di raccontarla e condividerla, perché ero sicuro che moltissime persone si sarebbero riviste o, almeno, ne sarebbero state incuriosite»..
Nel libro, le esperienze di Paul sono raccontate senza filtri; le scene sono descritte con sorprendente veridicità e cura per il dettaglio.
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In alto, la copertina del libro

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