Rossini editore/ Claudia Stazi racconta “La seconda possibilità” nella vita

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Dona è una giovane donna presa dal lavoro e tediata dal vuoto di una famiglia assente. Un giorno incontra Alex, il quale in poco tempo sembra rubarle il cuore. Tra i due si instaura un rapporto di alti e bassi, dove ben presto si staglia la natura di quel legame: si tratta infatti di un amore malato, e Alex non è che un narciso patologico. Dinieghi, riappacificamenti, paure e fughe, una serie di eventi che porteranno a un tragico epilogo, dove la seconda possibilità è l’unico modo per resistere alle brutture della vita.
Il personaggio principale del libro “La seconda possibilità” di Claudia Stazi è senz’altro Dona, una giovane donna, che imbattutasi in un amore sbagliato compie una serie di scelte drammatiche che cambieranno per sempre il corso della sua vita.
L’argomento nuova nascita, è affrontato da Stazi in maniera delicata ed emozionante.
Il suo non sarà lo sterile racconto di chi dentro potrebbe portare una nuova vita, quanto piuttosto la storia accorata di una donna persa nel vuoto, impreparata a ciò che verrà. Sarà proprio in questo frangente che la manipolazione di Alex sarà raccontata in maniera contemporanea. Quest’ultima, si ritrova molto spesso nella cronaca italiana. I suoi sentimenti appaiono al lettore come segmenti altalenanti, assolutamente distanti dal concetto di amore puro e disinteressato.
Il libro di Claudia Stazi si presenta ai suoi lettori con una duplice veste, sa da un lato esso illustra la pericolosità di un amore tossico, fino ad un epilogo drammatico, dall’altra ricorda ai suoi lettori che c’è sempre una possibilità dietro l’angolo, e non è un’utopia risorgere dalle proprie ceneri. Il concetto di cambiamento viene affrontato in maniera profonda nella seconda parte del libro: qui la storia di numerose detenute si intreccia con il nocciolo principale.
La vita di Dona si mescola con quella di altre giovani donne, ognuna di esse con una voce tutta sua. Le storie affrontate sono tra le più disparate, ognuna di esse sembra gridare a voce alta un messaggio univoco, impossibile da fraintendere. Sono donne le cui scelte, spesso dominate dall’amore, le hanno portate su strade sbagliate, e adesso in preda agli eventi, passano le loro giornate tra faccende carcerarie, ore d’aria e brevi momenti di svago.
Il testo di Stazi racconta una sorta di “microcomunità” fatta di leggi proprie, dove il rispetto è l’elemento fondamentale, dove tenersi impegnati è il deterrente contro la noia e la disperazione, e dove è facile sognare al di là del filo spinato una nuova realtà.
Le storie di Aida, Gina, Rebecca, Svetlana, impreziosiscono il testo di elementi emozionanti, capaci di fondersi insieme, e regalare al lettore emozioni sorprendenti. L’amicizia in carcere, diviene quindi la trama principale di una storia che si snoda in più punti, raccontando nel secondo capitolo, il punto in cui la vita prende una direzione diversa, e non è difficile immaginare un domani diverso. (Miriana Kuntz)
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