Il Polo Orafo “La Bulla”, una preziosa realtà nel cuore di Napoli, ha ospitato la seconda edizione de “La Bulla in mostra”, un premio dedicato ai giovani orafi che, proprio a Napoli, in via duca di San Donato 73, apprendono l’arte orafa e si avviano al mondo del lavoro.
Per gli allievi è  fondamentale in questo percorso la guida dei maestri orafi, Salvatore e Michele Garofalo, figli d’arte che con passione e dedizione insegnano ai giovani un lavoro che da secoli è di casa a Napoli e, nello specifico, proprio nel Borgo Orefici, dove gli orafi e gli argentieri più prestigiosi risiedono sin dal Medioevo. Insieme ai fratelli Garofalo un team di esperti accompagna gli studenti nel biennio di studi e, fra loro, Ilaria Mainini, coordinatrice della scuola orafa “La Bulla”, che insegna progettazione e prototipazione con sistemi  CAD e Storia del Gioiello.

Ecco il gioello di Rosapia
Ecco il bambino d’argento di Rosariapia

Diciotto i partecipanti al contest, divisi in due categorie: dodici gli allievi della scuola orafa “La Bulla” e sei, invece, i partecipanti per la categoria creative – lab, giovani che hanno già terminato il percorso di studio che li ha portati all’ottenimento della qualifica professionale di orafo.
« Questi ragazzi – commenta Roberto de Laurentiis, presidente del Consorzio Antico Borgo Orefici – hanno abbandonato il ruolo di studenti per dimostrarsi, oggi, veri e propri artisti. Spero che anche questa volta qualcuno fra loro possa trovare il proprio posto nelle grandi aziende italiane che si occupano di oreficeria e design, proprio come è successo per il vincitore della prima edizione».
Rosariapia Teofrasto e Mattia Esposito sono stati decretati vincitori dai dodici membri della commissione, ricevendo come premio una cassettina per gli attrezzi contenente alcuni strumenti necessari per il lavoro dell’artigiano orafo.
Rosariapia ha ottenuto il primo posto per la categoria creative – lab. Descrive così il suo gioiello: « Il bambino che ho realizzato è in argento 925 massiccio con occhi in topazio, l’altalena invece è in onice e argento. Il gioiello è stato realizzato interamente a mano e non prima in cera e poi fuso. Il mio è un omaggio alla fanciullezza e alla liberta, è un bambino che gioca, felice, così come dovrebbero essere tutti i bambini».

Gli orecchini realizzati da Mattia
Gli orecchini realizzati da Mattia

Mattia, invece, è stato il vincitore per la categoria allievi e spiega così il suo lavoro, una coppia di orecchini: «Mi sono ispirato per la loro ideazione a 1984 di Orwell, rappresentano il potere che hanno i media sul mondo e sul singolo, il potere di gestire la verità e le strategie di mercato che ci invogliano ad acquistare e a sottostare al consumismo e al capitalismo. Le mani sono state ricavate da una lastra d’argento e non è stata utilizzata la tecnica della fusione ma tutto è stato scolpito e tagliato a mano».
Il Consorzio Antico Borgo Orefici ha fortemente voluto e sostenuto questo evento e proprio i consiglieri sono stati un prezioso aiuto per tutti i partecipanti alla competizione. Con grande professionalità, infatti, hanno chiacchierato con ogni singolo studente circa le potenzialità e le criticità dei gioielli presentati, rendendo il concorso un’autentica opportunità di crescita personale e professionale.
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Nella pagina, alcuni momenti della serata