“Precipito come un fulmine a cielo sereno,la furia degli elementi.” Cantava Giorgio Canali qualche anno fa e proprio come il cantante, anima del rock italiano anche Max Coppeta, classe ’80 , racconta il nostro presente partendo dagli elementi naturali, come l’acqua e la forza di gravità.
Il mondo come lo conosciamo sta precipitando, come Icaro pronto allo schianto, così l’artista, come un alchimista alla ricerca della pietra filosofale, ricerca un inganno credibile, una magia, una fantasia che possa ricreare nuove regole nello spazio e nel tempo. Farsi natura in maniera artificiale, un controsenso forse, una suggestione più probabilmente.
Dal 2012 Max Coppeta si dedica alla creazione di piogge sintetiche, utilizzando prodotti chimici e tossici attraverso un percorso visionario e fuori dal comune. Viviamo un presente interessante, per citare l’ultima biennale italiana di arte contemporanea e l’artista lo sa bene, così negli spazi della galleria ci farà rivivere questo periodo sospeso grazie a una raccolta di opere che ruotano attorno al concetto di gravità e al tempo sospeso. Manipola la realtà attraverso la riflessione e la rifrazioni della luce sui materiali.
L’artista presenterà anche il video della performance Zero Gravity proposto al Teatro Circulo, in occasione della V ed. del ConFusión Festival di València e inserito nell’agenda europea per l’Anno europeo del patrimonio culturale 2018.
Una performance nata dall’osservazione di due sculture dell’artista stesso, Rainmaker e ZeroGravity, in mostra allo spazio Amira (foto) dove la mancanza di attrazione gravitazionale confonde e crea spaesamento e curiosità nel pubblico che si vedrà proiettato in un vortice di equilibri e suoni sincopati.


Accanto alle opere già menzionate, Flow, una macchina scenica, Strip of wind, composta da 400 strisce trasparenti di pioggia sintetica sospese che oscillano con gli spostamenti d’aria e Curve di tensione. 
Ancora una volta la ricerca degli elementi naturali in maniera artificiale darà vita a un equilibrio precario che sembra descrivere perfettamente i tempi interessanti che stiamo vivendo.
“Precipito come un fulmine, senza futuro e questa volta per davvero” e noi con lui, Max Coppeta, alla ricerca spasmodica di una verità che forse nemmeno esiste.
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