Diciannove spettacoli, fra programmazione e una sezione speciale, danza contemporanea, tango,  stand up comedy e appuntamenti musicali. Sfogliando il dizionario italiano alla parola cura il significato è quello che si declina in un’azione precisa, perseguendo, con assiduità, un impegno nel praticare un’attività, o, ancora, avere un atteggiamento premuroso nei confronti di qualcuno o qualcosa.

Carpentieri| ilmondodisuk.com
Qui sopra, Renato Carpentieri. In alto, Isa Danieli

E sarà proprio La Cura il filo conduttore della stagione teatrale 2019/2020 del Teatro Nuovo di Napoli, ricca e articolata nelle proposte in un  programma che, oltre ai nove spettacoli in abbonamento fisso, cinque in opzione, un prologo, lo spettacolo di Natale e la sezione Storie e Memorie, ospiterà un doppio focus sulla danza contemporanea con le rassegne Monday Dance 2019, Quelli che la Danza 2020, un nuovo appuntamento con La Poetica del Tango, la terza edizione della rassegna Stand Up Comedy, la quarta de Il Nuovo suona giovane e la rassegna dedicata alle scuole superiori La Rete dell’Immaginario, che andranno a completare l’intera programmazione.
I volti di importanti artisti del panorama teatrale, tra i quali Renato Carpentieri, Andrea Renzi, Tony Laudadio, Marco Baliani, Giuseppe Battiston, Marco Paolini, Isa Danieli, Gabriele Lavia, Carlo Cecchi, Mimmo Borrelli, Enzo Vetrano, Stefano Randisi, Patrizio Oliva, Lorenzo Gleijeses, Ginestra Paladino, Teresa Saponangelo, daranno voce e anima alle storie sul palcoscenico partenopeo.
Palcoscenico che ospiterà spettacoli e riletture firmati da importanti registi, in alcuni casi anche interpreti in scena, del panorama nazionale e internazionale come Francesco Saponaro, Carlo Cecchi, Enzo Vetrano e Stefano Randisi, Eugenio Barba, Julia Varley, Fabio Rocco Oliva, Pino Carbone, Laura Angiulli, Gabriele Lavia, Michele De Vita Conti, Antonio Zavatteri, Mimmo Borrelli, Maria Maglietta, che porteranno in scena testi di autori che vanno, fra gli altri, da Sàndor Màrai a Sam Holcroft, da Jacques Prévert a Shakespeare, da Eduardo De Filippo a Mimmo Borrelli, da Francesco Niccolini a Marco Baliani.
La stagione teatrale prenderà il via, giovedì 10 ottobre 2019 (in scena fino al 13), con il prologo affidato al regista Pino Carbone, che porterà in scena Assedio, riscrittura da Cyrano de Bergerac di Rostand e materiali raccolti sull’assedio di Sarajevo, con Anna Carla Broegg, Giandomenico Cupaiuolo, Francesca De Nicolais, Renato De Simone, Rita Russo
Sabato 19 e domenica 20 ottobre, Borderline/Asmed presentano Mittelmeer, allestimento che si avvale delle coreografie di Susanne Linke, una delle madri del neo-espressionismo tedesco.
Renato Carpentieri e Stefano Jotti saranno in scena, dal 23 al 27 ottobre, in Le braci dall’opera di Sándor Márai e l’adattamento di Fulvio Calise, per la regia di Laura Angiulli. Dal 6 al 10 novembre, Teresa Saponangelo, Eva Cambiale, Andrea Renzi, Angela Fontana, Lucienne Perreca, Tony Laudadio in Il tempo è veleno di Tony Laudadio, per la regia di Francesco Saponaro, presentato da Teatri Uniti e Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia. Una commedia amara e melanconica in cui tre età della vita e tre momenti temporali diversi si inseguono e si intrecciano, talvolta sovrapponendosi, in un unico e simbolico spazio: l’ampio salone di un appartamento napoletano che guarda il mare.
Dal 14 al 17 novembre, Giuseppe Battiston, in Orson Welles’ Roast, dipinge un suo ritratto del geniale Orson Welles, immaginando come sarebbe un breve incontro con lui se potesse, solo per un’ora, tornare a stare con noi. La drammaturgia è a cura Michele De Vita Conti e Giuseppe Battiston, la regia di Michele De Vita Conti.
Giovedì 21 novembre prende il via la sezione Storie e Memorie con Ezio Mauro in Berlino Cronache del Muro, le vicende che hanno segnato la storia, presentato da Elastica Anniversari.
Dal 29 novembre al 1 dicembre Artèteca e Laprimamericana presentano Patrizio Oliva in Patrizio vs Oliva di Fabio Rocco Oliva, con Rossella Pugliese, regia di Alfonso Postiglione. Ananke era definita da Omero la “necessità di combattere”. Patrizio Oliva è stato uno dei più grandi pugili della boxe italiana. Scorrendo la sua vita appare evidente come sia stata una qualche Ananke a seguirlo da vicino, e le sue fatiche sportive ci ricordano le gesta di un semidio.
Giovedì 5 dicembre sarà la volta del secondo appuntamento di Storie Memorie con Enzo Vetrano e Stefano Randisi in Quando la vita ti viene a trovare, dialogo tra Lucrezio e Seneca di Ivano Dionigi.
Elisa Di Eusanio, Alessia Giuliani, Alberto Giusta, Davide Lorino, Orietta Notari, Aldo Ottobrino sono i protagonisti di Le regole per vivere di Sam Holcroft nella traduzione di Fausto Paravidino, per la regia di Antonio Zavatteri, in scena dall’11 al 15 dicembre.Una divertente commedia che prende spunto da una riflessione di tipo psicoanalitico, anzi da un esperimento che vuole rispondere a una domanda: cosa succederebbe se i principi della teoria cognitivo-comportamentale fossero applicati ad un pranzo di Natale di una famiglia-tipo?
Dal 26 al 29 dicembre il palcoscenico partenopeo ospiterà una delle più grandi attrici del nostro tempo, Isa Danieli, in Raccontami, un percorso di donna, che ha attraversato e attraversa i generi più diversi: la sceneggiata, la tragedia greca, le parole di autori contemporanei. Da Lina Wertmuller a Ugo Chiti, da Annibale Ruccello a Enzo Moscato, da Letizia Russo ad Antonio Tarantino, fino a Ruggero Cappuccio.
A dare il via alla programmazione del nuovo anno, dal 10 al 12 gennaio, sarà Mimmo Borrelli, autore, interprete e regista di Malacrescita, tratto da La Madre:’i figlie so’ piezze ‘i sfaccimma. Borrelli racconta con la sua lingua popolare e letteraria la storia di Maria Sibilla Ascione. Figlia di camorrista e di camorrista innamorata, è una Medea contemporanea. Intossicata dalle esalazioni della terra dei fuochi, cerca vendetta contro un Giasone che risponde al nome di Francesco Schiavone “Santokanne”.
Ancora a gennaio, dal 22 al 26, Enzo Vetrano, Stefano Randisi e Giovanni Moschella in Riccardo 3 L’avversario di Francesco Niccolini, liberamente ispirato al Riccardo III di William Shakespeare e ai crimini di Jean-Claude Romand, regia Enzo Vetrano e Stefano Randisi. Il testo rilegge in chiave contemporanea un grande classico di Shakespeare, oggi demone recluso e indomito, che viene qui sottratto al medioevo inglese e diventa abitante del presente.
Dal 19 al 23 febbraio, Ginestra Paladino in Ritratto di Dora M. un progetto a cura di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia, con le parole di Fabrizio Sinisi e la regia di Francesco Frongia, presentato da Teatro Filodrammatici di Milano. Dora Maar (1907-1997) fu la musa dei surrealisti nella Parigi artistica e culturale dell’epoca, fino all’incontro e alla relazione con Pablo Picasso, che la porterà sull’orlo della follia.
A febbraio, doppio appuntamento con Marco Baliani che proporrà, giovedì 27 febbraio nell’ambito della sezione Storie e Memorie, lo spettacolo Kholhaas dal racconto Michele Kholhaas di Heinrich von Kleist, per la regia di Maria Maglietta, presentato da  Casa degli Alfieri/Trickster Teatro.
Dal 28 febbraio all’1 marzo Marco Baliani in Una notte sbagliata, per la regia di Maria Maglietta, presentato da Marche Teatro. Una narrazione dove il linguaggio orale del racconto non riesce più a dispiegarsi in un andamento lineare, ma si frantuma, produce loop verbali in cui il Tempo oscilla, senza obbligati nessi temporali.
Dal 4 all’8 marzo Gabriele Lavia porta in scena I ragazzi che si amano da Jacques Prévert, presentato da Fondazione Teatro della Toscana. Stesso mese, dall’11 al 15 Carlo Cecchi, Angelica Ippolito in Dolore sotto chiave – Sik Sik l’artefice magico, un dittico con la regia di Carlo Cecchi che riunisce due atti unici di Eduardo De Filippo, presentato da Marche Teatro ed ElleDieffe.
Lorenzo Gleijeses sarà in scena, dal 2 al 5 aprile, in Una giornata qualunque del danzatore Gregorio Samsa, regia e drammaturgia Eugenio Barba, Lorenzo Gleijeses, Julia Varley, presentato da Gitiesse Artisti Riuniti. In scena la vicenda di Gregorio Samsa, un danzatore immaginario, omonimo del protagonista de La Metamorfosi di Franz Kafka. In occasione dello spettacolo e nell’ambito di un progetto più ampio condiviso con il Museo Madre, il Teatro Pubblico Campano promuoverà uno stage a cura di Eugenio Barba.
A chiudere la stagione teatrale, dal 16 al 19 aprile, lo spettacolo Filo Filò. Nuova tappa del teatro di parola di Marco Paolini, che ispirandosi ai filò, tradizionali veglie serali dove gli anziani si riunivano per raccontare storie uniche e preziose, prova a riflettere a voce alta su come la vita di tutti noi sta cambiando, grazie o per colpa delle tecnologie, che derivano dalle innovazioni e di cui facciamo uso quotidianamente.

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Teatro Nuovo – Via Montecalvario, 16 Napoli