Da Fabio Strinati riceviamo e volentieri pubblichiamo versi inediti dedicati a Giuseppe Tetamo, poeta e scrittore italiano  (Napoli 15 settembre 1885- 24 luglio 1941).

Tetamo| ilmondodisuk.com
Giuseppe Tetamo negli anni venti (fonte Wikipedia). In alto, Napoli fotografata da Nicola Tolosa

di Fabio Strinati
Non potevo non dedicare queste mie poesie così ritmate e sincopate a una figura eclettica come quella di Giuseppe Tetamo. Un poeta elegante, uno scrittore saggio e coscienzioso, in grado di muoversi liberamente fra le varie dimensioni letterarie e musicali. Un uomo di teatro, un autore dallo sguardo acceso e accattivante; prolifico, fecondo e ben proporzionato, nonostante la vita non gli risparmiò dolori acuti e gravosi patimenti , riuscì a comporre altissima arte e perle di rarissima qualità umana.

TRAPPOLE E PAROLE
A Giuseppe Tetamo
Vivere come mira nel buco
di una tazza da ingollare.
Avidamente vivere
come l’acciarino secco
e del mare, incrostato suono adula
dietro a quel monte
una cartolina nel vuoto
che di storia s’ingromma!
E quel sonnifero che schernisce i sensi,
che intorpidisce l’anima
quando vita si defila
col becco da santarellino. O quando i gelsi,
cadono sul marciapiede
e ad uno ad uno, lesti si sparpagliano…
e lentamente…
*

E l’aver imparato ad ascoltare i suoni
quando nell’orecchio si strofinano:
suoni modellati o insulti appesi ai ganci,
fino a farli sanguinare!
E l’aver capito come rovesciare
un’anima da imbarcazione,
che si dimena nella rissa delle onde,
come grappoli gonfiati di pesci
sull’orlo d’un ragno e la sua rete,
è pensiero sanguinante che sul ventre
s’aggroviglia, …e che cadenzata
scende.
*
Vocabolario nel suo mucchio
fertile e selvaggio,
di parole al mercurocromo
e in dono, i sospiri
d’un pensiero che resiste persino
in uno scafo. Organi di lettere,
strati in metallo oltre i bassifondi
in stanze pregne di pene,
affollate da fischi che oltrepassano
selvagge porte seccate dal tempo
sull’uscio e una scure di mistero.
*

E quel pensiero così tascabile…
un poco sottile e bruno,
che s’è insinuato
sgusciando, sott’acqua pitture
d’anguilla e mirabilia
di sculture come luce di scogli
e un pomo di sole.
E quella fontana di parole,
che fluide scorrono sciando
per vicoli attrezzati e blandi,
giorni di pioggia
e quel bagnato ingresso,
aperto da imprevisto
e da una boccetta di lago
nel mio purpureo, regresso
manto di albero nudo vessato
dal ficchino vento.

*
Vivere come un albero piantato
in un bicchiere
di vetro e di vento.
Percepire un credo, un sentimento
marinato come sotto un cappello di feltro,
pensieri si snelliscono, armonizzate,
assomigliando a spigole veraci
sotto baldorie di nuvole truci, di sfuggir
le prede dinanzi lenze
che dotte ben deste si gettano
nel mucchio dell’ossigenata notte,
che vi resta per la fretta di morir
nel castano tempo.
Fabio Strinati

Chi sono
Fabio Strinati (San Severino Marche, 1983 ). Poeta, scrittore, aforista e compositore. Sue poesie sono state tradotte in romeno e in spagnolo. Strinati è presente in diverse riviste ed antologie letterarie. Da ricordare Il Segnale, rivista letteraria fondata a Milano dal poeta Lelio Scanavini. La rivista Sìlarus fondata da Italo Rocco. La rivista culturale Odissea, diretta da Angelo Gaccione. Carmilla on line, webzine fondata da Valerio Evangelisti. La rivista Argo. La presenza di Èrato. Osservatorio Letterario– Ferrara e L’Altrove. Il Foglio Letterario. È stato inserito da Margherita Laura Volante nel volume Ti sogno, Terra, viaggio alla scoperta di Arte Bellezza Scienza e Civiltà, inserito nei Quaderni Del Consiglio Regionale delle Marche. È il direttore della collana poesia per Il Foglio Letterario e cura una rubrica poetica dal nome Retroscena, proprio sulla Rivista mensile del Foglio Letterario, dove ogni mese, ospita poeti di fama nazionale ed internazionale. Strinati è uno studioso dell’olismo, della patafisica, della poesia visiva, sonora, elettronica e concreta.
Giuseppe Tetamo nacque nel centro storico di Napoli, in via Sedile di porto. Nel periodo in cui nacque era possibile mantenere i suoi (8) figli, malgrado il lavoro stabile (alle poste). Infatti lui si dedicò a giornalismo e letteratura per guadagnare di più mentre adesso gli risulterebbe certo più difficile. Oltre a novelle pubblicò anche tre romanzi, GigliolaIl cavalier turchino e La chiamavano Cosetta (dalla trama di questo romanzo venne prodotto un omonimo film) Scrisse atti unici: ‘A via d’ ‘o bbeneGennarino EspositoGente ‘e Pusilleco‘O miraculo‘O sfreggio‘O tribbunale‘O VommeroQuanno manco te cride. Per tre anni diresse la casa editrice Ferdinando Anazzo e il suo periodico Giovinezza. Il suo nome è ricordato  sulla lapide posta nel vestibolo della Posta Centrale di piazza Matteotti, dedicata ai poeti e musicisti impiegati alle Poste e telegrafi della città. Lavorò per la casa editrice  musicale Bideri e firmò più di trecento canzoni in lingua napoletana e italiana.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A Giuseppe Tetamo

 

 

 

 

 

 

 

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