Ritorna lo spirito di Verdi al San Carlo, ritorna l’Aida. Dal 1998 non veniva rappresentata l’opera al Massimo napoletano e ora rieccola in una versione post-apocalittica per inaugurare, il 5 dicembre, la nuova stagione lirica. Essenziale e minimale la scenografia che dir  addio agli elefanti, alle piramidi e ai grandi allestimenti. Si tratta anche della prima opera con il nuovo direttore musicale del San Carlo, Nicola Luisotti.
La versione e l’allestimento dell’opera porta la firma di Franco Dragone, uno dei più grandi showmaker al mondo, l’uomo che curer  le cerimonie dei mondiali di calcio in Brasile, che vanta per i suoi spettacoli 85 milioni di spettatori, e che oggi si dichiara «come un bambino davanti a Verdi». La sua è un’Aida semplice, intimista, come ama definirla «più in contatto con la musica e con la voce».
Sembra evocare, anche nelle scene e per i costumi, le atmosfere di un film cult come “Blade Runner”. Il contrasto tra la brutalit  della guerra e la purezza dei sentimenti dei protagonisti offre alla vicenda la possibilit  di collocarsi in una dimensione atemporale, dove scontri ed incontri tra culture diverse segnano i destini dei singoli e travolgono le esperienze collettive. Proprio come in “Blade runner”, tutto corre sul filo del rasoio, tutto è al limite, sempre pronto a disgregarsi, tra apparenze e realt  parallele che si confondono e non trovano assoluzione; con i protagonisti mescolati agli “invisibili”, testimoni silenziosi, profughi, borderline, gli esclusi della “grande storia” che Verdi ama raccontare.
«Portiamo in scena l’Aida di Giuseppe Verdi cos come l’ha immaginata e scritta lui spiega il direttore Luisotti con uno spettacolo che valorizzi la sua volont . Rispetto all’arte riprodotta che può subire delle modifiche, la musica va ripetuta in eterno, sempre uguale a come era in origine».
Fino al 17 dicembre la possibilit  di assistere all’opera verdiana. «La prima esecuzione qui a Napoli racconta il direttore artistico Vincenzo De Vivo – fu curata dallo stesso Verdi nel 1872, con Teresa Stoltz nel ruolo da protagonista, aveva una predilezione per il nostro teatro per il quale scrisse infatti un Quartetto d’archi, unica composizione cameristica di Verdi, scritta appositamente per le “prime parti” dell’Orchestra del San Carlo».

Dal 5 al 17 dicembre 2013 al Teatro di San Carlo
Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana

Aida
Musica Giuseppe Verdi
Libretto Antonio Ghislanzoni

Direttore Nicola Luisotti
Maestro del coro Salvatore Caputo
Direttore del corpo di ballo Alessandra Panzavolta
Regia Franco Dragone
AssistentiViviana Miele, Raffaele De Ritis, David Mazzeo, Michele Mangini, Vincent Engel, Pascal Jaco
Scene Benito Leonori
Costumi Giusi Giustino
Luci Michel Beaulieu
Video design Olivier Simola

Orchestra, coro e corpo di ballo del Teatro di San Carlo
Nuovo allestimento in coproduzione con il Teatro dell’Opera di Astana
Durata 4 ore circa, in italiano con sovratitoli in italiano

Inaugura la stagione d’opera e balletto 2013-2014

Per saperne di più

www.teatrosancarlo.it

Nella foto in alto, l’Aida di Dragone. In basso, il regista con la sovrintendente Rosanna Purchia durante la conferenza di presentazione