Arte in transito al Madre, Napoli chiama il Cairo e lo invita a un confronto di simboli metropolitani. Oggi, 26 marzo, Adriana Rispoli e Eugenio Viola inaugurano la loro direzione della Project Room con “Transit”, progetto di bi-personali d’arte e scambio con cinque citt  mediterranee, dopo la capitale d’Egitto ci saranno Istanbul, Tel Aviv, Beirut e Atene qui saranno trasferite le opere, dopo essere state esposte nel museo napoletano.
Si parte questa sera, ore 19.00 con le istallazioni del napoletano Domenico Antonio Mancini, che per due settimane si è immerso nella realt  cairota, e con gli egiziani Sherif El-Azma e Nermine El Ansari che per lo stesso tempo hanno vissuto in un appartamento di Piazza Dante. Confronto dunque fra artisti e non solo tra artista e pubblico.
Punto di partenza è il capoluogo campano definito da Viola “ultima citt  europea e prima citt  mediterranea”. Interessanti le sensazioni dei protagonisti se Mancini racconta una “profonda similitudine tra la mia citt  e il Cairo che sembra una Napoli elevata all’ennesima potenza, con la stesse dinamiche sociali legate alla dimensione del quartiere, ma una scena artistica ancora estremamente conservatrice rispetto alla nostra”, El-Ansari non del tutto soddisfatta obietta che “due settimane sono davvero troppo brevi per capire la citt  e aggiunge avremmo avuto bisogno almeno di un mese per realizzare al meglio la nostra opera”, concorda con lei il compagno d’arte El-Azma che, citando lo scrittore e giornalista inglese William Self ,dice “è una citt  troppo piena di significati e abbiamo bisogno di tempo per capirli, altrimenti è troppo facile fraintenderli”.
Risponde cos Rispoli “abbiamo scelto residenze brevi perch l’obiettivo del progetto non è una riflessione sulla citt  ma piuttosto un lavoro sui simboli”. Gi , simboli, Mancini sceglie l’aquila, icona trans-culturale del potere che apparteneva alla Roma antica e si ritrova nella bandiera cairota nella sua opera la dicitura “Repubblica araba d’Egitto” è sostituita da “Repubblica araba d’Italia”, si fa riferimento al neocolonialismo e un’appendice all’opera svela le cifre investite dall’Italia per la riqualificazione dell’Egitto, legittimazione di una forma moderna e subdola di colonizzazione.
I due artisti egiziani scelgono invece l’anfiteatro di Pompei ricostruito in un plastico che rievoca il concerto senza pubblico qui tenuto dai Pink Floyd nel 1972, al di sopra campeggia il video di una ricostruzione grafica dello stadio San Paolo.
Le opere saranno in mostra fino al 4 maggio e dal 24 maggio si sposteranno nella Townhouse Gallery del Cairo.
Ai margini del progetto c’è l’intervento urbano di Mariangela Levita distribuiti in citt  i manifesti raffiguranti la sua opera modulare “Empathy”, adottata da Rispoli e Viola come identity-brand del progetto Transit.

“Transit” al Madre dal 26 marzo al 4 maggio, inaugurazione 26 marzo ore 19.00
Info www.museomadre.it

Nelle immagini gli artisti Sherif El-Azma e Nermine El Ansari, Domenico Antonio Mancini e Mariangela Levita con Adriana Rispoli e Eugenio Viola, curatori e direttori artistici della Project Room fino al febbraio 2010 e i lavori in mostra