PRIMA PARTE
La donna e l’uomo. Una storia infinita di attrazione fatale e prevaricazioni, sopraffazioni e violenze reciproche, divenute oggetto di luoghi comuni, pregiudizi, superstizioni, spiegazioni religiose, teorie pseudo-scientifiche. Una storia recente di rivendicazioni, dalle suffraggette al femminismo, inneggianti alla parit  di diritti e opportunit .
La societ  postmoderna dei nostri giorni complessit , eclettismo, relativismo, sincretismo, decostruzione, nichilismo oppure una nuova et ? Quale che sia il giudizio di valore che si voglia pronunciare sulla nostra epoca, è certo che essa segna la crisi del pensiero modernista di derivazione illuministica e delle sue idee portanti, ispirate alla razionalit , alla obbiettivit  e ad una concezione ottimistica della storia, positivisticamente intesa come incessante progresso. E se la libert  di rompere le regole costituisse un valore, pari a quello di resistere alla suggestione dello storicismo che induce a cadere vittime del passato?
Il passato elevato a oggetto di culto, confonde incatena ricatta, induce alla sopravvalutazione di ciò che è stato e alla svalutazione del presente.
Piaccia o meno, negli ultimi anni sono nate nuove idee, visioni del mondo, concezioni dell’arte e della realt , spunti teorici ed estetici, critici e sociali.
Il postmoderno non è solo una performance art di Marina Abramovich, nuna tela con uno strappo dentro, n quella particolarissima espressione architettonica che è il Sydney Opera House, n solola complessit  della nostra societ . Con questo neologismo, Lyotard indicava la condizione della cultura in seguito alle trasformazioni subite dalla fine del XIX secolo a causa dei giochi della scienza, della letteratura e delle arti, caratterizzata essenzialmente dallacaduta della credulit  verso le grandi Narrazioni, quelle con la “n” maiuscola e la loro pretesa di spiegare il mondo attraverso sistemi di pensiero chiusi, omnicomprensivi ideologie, cosmologie, le dottrine che non conoscono il dubbio, il mistero, l’ignoto e tutto quanto c’è di prodotti umani definiti, che pongono come loro condizione di vita un insieme di regole, codici e convenzioni a cui il postmoderno non riconosce più valore. Il postmoderno è il luogo in cui la Narrazione finisce e cede il passo alla proliferazione dell’Informazione e alla dimensione storica subentra la atemporalit  dell’ informatica e al sincronismo della societ  mediatica.

La globalizzazione della economia, accompagnata dall’emergere di poteri transnazionali, ha profondamente alterato il tessuto degli stati nazione e delle citt , oggi divenute luoghi di intersezione tra globale e locale. Metropoli mondiali, o per meglio dire alla Sassen, “citt  globali” come New York, Londra, Tokyo, Parigi, Seul, Pechino, Shangai hanno più caratteri in comune tra loro che con i rispettivo contesti regionali o nazionali.
A prescindere dai prezzi, c’è più differenza di forma che di sostanza tra un aperitivo sorbito al decimo piano de El Corte Ingls di Madrid o una cena al Ristorante 58 al I piano della Tour Eiffel a Parigi. I centri di potere scaturiti dalla ristrutturazione economica non si identificano più con gli Stati e le loro capitali. Attori politici informali e invisibili dirigono il gioco del capitale globale dietro le quinte. Internet ha rafforzato la mappa urbana di questi network transazionali e tiene unita una societ  decentralizzata.
L’esecrata e grigia uniforme di Mao è oggi sostituita da una mise altrettanto piatte e uniforme, che accomuna occidente e oriente jeans, giubbino, Nike ai piedi, in mano lo smartphone e da seduti nella metro o in aereo il note book o l’iPad. In aereo, – volo low cost, si intende- spesso ti siede affianco un nerd tecnologico, uno che ha una certa disposizione per la ricerca intellettuale, o almeno cos vorrebbe fare credere non si affretta per occupare il posto vicino a finestrino, il mondo visto dall’alto non lo interessa più di tanto, e meno che mai è interessato al vicino, all’arricchimento che comporterebbe una eventuale interazione. Anzi a scanso di equivoci, tira fuori subito il suo tablet e ci si butta dentro a capofitto, touch&screen a go-go.

*Saggista, scrittore, poeta e esperto di teatro

In foto, una performance di Marina Abramovic