Proprio per leggere il cerimoniale in uso alla corte di Napoli nei secoli XVII e XVIII, l’editore Rubbettino manda in vetrina Cerimoniale del viceregno spagnolo e austriaco di Napoli 1650-1717, a cura di Attilio Antonelli, sontuosa pubblicazione (619 pagine; 260 illustrazioni a colori, euro 90) dove Giorgio Cozzolino, soprintendente ai Beni architettonici e paesaggistici, prefatore dell’opera, annota come all’inizio degli anni Settanta del secolo scorso il tema della Corte aveva sollecitato l’attenzione degli storici sulla macchina cortigiana d’Oltralpe messa su da Luigi XIV.
A seguire la ricognizione storica sulla corte degli Asburgo di Spagna, di quella borbonica, delle corti degli stati regionali italiani quali Urbino, Mantova, Ferrara, Parma, Firenze e Roma.
Ma nel percorso storiografico degli ultimi tre decenni l’immagine della Corte di Napoli era retrodatata al Quattrocento lungo un silenzio che sembrava averòa eclissata con la sua vita e le sue attivit .
Ecco arrivare, a colmare un vuoto diventato ingiustificabile, il volume Cerimonia del viceregno dove viene evidenziato come i vicer abbiano avuto un ruolo fondamentale nel rafforzamento politico delle strutture cortigiane, governanti impegnati nell’ampliamento degli spazi di socialit  dell’aristocrazia attraverso l’apertura delle porte di Palazzo Reale a molte famiglie titolate.
L’opera propone due manoscritti inediti, il primo in italiano (n. 1489), il secondo in spagnolo (n. 1483), parte di altri manoscritti di pari argomento i quali compongono la serie iniziale e più antica di un vasto corpus caeremoniale sulla corte di Napoli, da quella del viceregno fino a quella borbonica e custodito all’Archivio di Stato di Napoli.
Il volume allinea in apertura i saggi Maestri e libri di cerimonia di Attilio Antonelli, Immagine e cerimonia la corte vicereale di Napoli nella monarchia di Spagna di Carlos Josè Hernando Sanchez e Corte e cerimoniale nella Napoli spagnola di Giovanni Muto, a seguire i testi con i cerimoniali del 1483, m1485 e 1489 e infine gli Apparati, indici in grado di soddisfare ogni tipo di lettore, quello dei nomi, dei luoghi, delle materie ed anche cronologico, tutti arricchiti da un glossario e da vari allegati.
Dato rilevante nel lavoro di ricerca e stesura dell’opera è rappresentato dall’ampio ricorso, come spiega il curatore, alla collaborazione di numerosi giovani neolaureati attraverso lo strumento del tirocinio formativo, e che ha creato una quipe di lavoro composta da laureati selezionati ricchi di slancio ed energia giovani provenienti da varie universit  napoletane e campane, conservatori in beni culturali, filologi, linguisti, traduttori, storici, storici dell’arte ed anche archeologi i quali con il loro impegno hanno dato inizio all’ambizioso progetto che si estende a più di dieci manoscritti.
Meriterebbero tutti la menzione, perch rappresentano le sentinelle a tutela di uno dei patrimoni più prestigiosi, anzi il più prestigioso, che il mondo intero ci invidia.
Questo primo volume proposto da Rubbettino soddisfa non solo l’esigenza degli addetti ai lavori, ma anche di quanti hanno a cuore la storia di una citt  prestigiosa quale Napoli, dove davvero la Storia è passata prima che altrove. Una storia millenaria, di prestigio, tra momenti e appuntamenti di grande positivit  che hanno segnato il tempo, come quelli negativi che ne hanno determinato la fine.
L’opera, al di l  di tutto, rappresenta un alto messaggio per un presente che viviamo tra mille contraddizioni e difficolt , create da uomini incapaci di fronte al compito scelto di guida della comunit  e avallate da una societ  civile costretta il più delle volte a saldare conti salatissimi , senza possibilit  di porre rimedio ai danni d’un territorio divenuto sversatoio immondo d’ogni nefandezza.
Le dinastie passano, ma restano i segni che sono state capaci di affidare a quelli che verranno.
Il volume sembra sottendere un invito.
La venuta di chi possa restituire l’incanto d’una volta, la speranza nel desiderio di ridare la terra felix a chi pare averla irrimediabilmente perduta.

luned 3 giugno 2013

In homepage, la copertina del libro