Dolore, sconfitta, ma anche vittoria. Tutto in nome dell’amore. Pasquale Ferro, autore, regista e attore, è pronto a portare in scena (domani, gioved 21 luglio -ore 21), al parco Robinson di Napoli, in viale Kennedy
a Fuorigrotta), dolorosi, sconfitti e vincenti amori, il tutto letto con una chiave leggera che, a tratti, rasenta la comicit .

Danze e musiche accompagneranno il percorso che, partendo dall’ottocento giunge fino ai nostri giorni.
Sul palco si alterneranno tre "Carluccio" che vivranno l’emozione di combattere un nemico troppo grande per loro. Sanguigni e passionali, intraprenderanno questa guerra in nome di una passione che si chiama “Amore”.

Tre "Carluccio" per altrettanti “quadri” in scena.

Nel primo quadro un "Carluccio", liberamente tratto da "Usi e costumi dei camorristi" di Abele de Blasio (antropologo che ha operato a cavallo dell’ottocento e del novecento) si uccide con “le capuzzelle dei fiammifero” (fosforo) per un amore negato. Un amore che porta il nome di “Ciccillo”.

Il secondo "Carluccio", e qui l’ambientazione si sposta nel tragico scenario del dopo guerra, preferisce sottomettersi a un compromesso pur di non negare l’amore.

Il terzo quadro, contemporaneo, moderno, attuale è forse anche stereotipato. Ma segna un lieto fine. Un trionfo d’amore. Ed ecco, dunque, l’ultimo "Carluccio" che lotta strenuamente. Il risultato di tanto strenuo sar  l’agognata vittoria. Una vittoria che gli porter  accanto il suo amato “Ciccillo”.

Tre episodi in cui si alternano e si fondono stili, gestualit , linguaggi, emozioni, codici e comportamenti diversi, ma tutti rivolti a uno scopo unico l’amore. L’unico elemento che non viene usurato dal tempo.

In scena, con Pasquale Ferro, Raffaele Speranza, Stefano Ariota. Coreografie e corpo di ballo della scuola Amaltea. Musiche di Manuela Armogida con Gianluca Miceli e Manù Espo.

In foto, Pasquale Ferro è Carluccio