Molta gente sogna di scappare da Napoli. Fuggiasca lungo il filo sottile del pensiero, come Ulisse si allontana dal golfo legata all’albero maestro della nave per non cedere alla malia, al canto della sirena.
Molta gente resta convinta di dover scappare da un’idea di “napoletanit “, abbarbicata ai luoghi comuni simili a enormi, comodi divani su cui c’è sempre posto e che in cambio di una quieta assuefazione all’uso di qualche aggettivo di facile esportazione, sforna clich per rassicurare chi si tormenta nella ricerca di un’identit . Uscire dalla pericolosa campana di vetro, dalla dimensione fantastica e contorta che battezza tutti i napoletani suonatori di mandolino, abili pizzaioli, maestri dell’arte dell’arrangiarsi, tempestivi soccorritori di vecchiette in pericolo, diventa una possibilit  di fuga per ritrovare se stessi.
Il Consorzio “Napoli Centro Antico” nato nell’aprile di quest’anno ha colto a piene mani quest’opportunit . Composto attualmente da circa sessanta soci tra commercianti, artigiani, imprenditori e associazioni, ha intuito la necessit  di un cambiamento radicale nell’atteggiamento di chi vive la citt , per poter rovesciare le sorti di una realt  illustre e preziosa quale è quella dell’antica Neapolis. Il progetto per la riqualificazione e il recupero della citt  greco-romana al centro della metropoli è stato presentato dagli associati, tra cui figurano nomi di assoluto rilievo nel panorama culturale, economico e sociale, quali Eddi Colonnese, Scaturchio, Gay Odin, Consorzio San Gregorio Armeno Presepe Napoletano, Ristorante Palazzo Petrucci, Multicinema Modernissimo, Albergo Palazzo Decumani, mercoled 11 novembre nella splendida cornice della basilica di San Lorenzo Maggiore, alla presenza di comuni cittadini, politici e associazioni.
“Lo scopo del Consorzio è quello di delineare un piano di sviluppo, che trasformi il centro storico di Napoli da un insieme disarticolato di piccole realt  produttive ad un macrosistema in cui ogni operatore possa lavorare a stretto contatto con gli altri soggetti attivi”. Cos esordisce Fabrizio Monticelli, attuale amministratore del Consorzio, disegnando una mappatura della Napoli Antica senza soluzione di continuit , in cui l’asfittica individualit  del singolo imprenditore viene superata in una dimensione di collaborazione e dialogo tra le parti.
“Il centro storico incalza Monticelli è un centro commerciale naturale se si pensa alle potenzialit  dormienti di Piazza Mercato, Via Duomo, Via Toledo, Corso Umberto. I collegamenti necessari sono garantiti dal porto e dalla linea metropolitana, eppure Neapolis sembra respingere i propri cittadini ed i turisti a causa di problemi ben noti: degrado, criminalit , traffico selvaggio. La ricchezza artistica della zona riesce a rimediare solo in parte a questa assenza forzata. Via Costantinopoli, simbolo dell’antiquariato e del fascino culturale della citt  incarna perfettamente il senso di una bellezza mortificata, impotente di fronte all’abbandono.
Creare il “prodotto” centro storico, significa integrare le proposte, l’efficienza di tutti coloro che incidono attivamente sul territorio, creando un vero e proprio sistema polifunzionale di offerta, recuperando le antiche tradizioni artigiane e i mestieri in via d’estinzione, migliorando la fruibilit  e l’accessibilit  dei luoghi. La vivibilit  del centro storico è una priorit  assoluta nella misura in cui costituisce un tassello fondamentale per la vitalit  culturale, sociale ed economica del centro antico”.
L’editore (e libraio) Eddi Colonese costruisce il suo intervento sul trasporto e l’emozione di chi è nato e cresciuto nel cuore di Napoli. “Riappropriarsi di un identit  vuol dire recuperare ciò che si è perso, partendo dalla salvaguardia degli antichi mestieri, dal ripristino di un sistema sostenibile che vanti spazi verdi. Molti non ne sono a conoscenza, ma il centro storico è ricco di orti e giardini in attesa di bonifica. Mi piace pensare al consorzio come ad una bottega di civilt , in cui ogni voce, ogni esigenza viene ascoltata. Il Comitato delle Mamme, per esempio, sostiene da tempo una battaglia di civilt  contro il degrado urbano. L’intero progetto è la perfetta sintesi degli interessi comuni, che conducono alla meta ambita del bene comune. Raggiunto questo scopo, la ripresa turistica verr  di conseguenza”.
Calendario alla mano, il Consorzio propone a breve un interessante appuntamento. Sabato 14 novembre, infatti, è prevista un’iniziativa patrocinata dal Comune di Napoli – con la partnership di Legambiente e Agesci e la collaborazione di Asa ed Elpis dal titolo”Il Cuore di Napoli ci sta a Cuore”. L’appuntamento è a Piazza San Domenico Maggiore, da dove ci si muover  per raggiungere i Decumani. Tutti gli angoli delle strade saranno ripuliti e i soci del Consorzio adotteranno il tratto antistante il proprio negozio. In quest’ occasione verr  distribuito il Decalogo del vivere civile, dieci regole semplici per migliorare la vivibilit  del centro antico di Napoli.
La fuga proposta dal Consorzio centro antico è dunque u            6                  «  na fuga dalla “napoletanit ” che schiaccia tutto verso il basso e mortifica l’iniziativa. E’ una fuga che ridisegna, attraverso l’impegno, la sana politica del fare, un’idea nuova e diversa in cui fuggire significa restare. Scappare significa ritrovare se stessi.

Nelle foto, in alto, Colonnese. In basso, Monticelli, durante l’assemblea di ieri nel centro antico