Citt  della Scienza alla conquista dell’America. Dopo quasi un anno dal disastroso incendio che ne mise a repentaglio l’esistenza, il polo museale didattico napoletano lancia una serie di collaborazioni internazionali, con un progetto patrocinato dall’Ambasciata Italiana negli Usa, il ministero degli affari esteri d’intesa col ministero dell’universit  e della ricerca e che vede un partner d’eccezione per Citt  della Scienza il Mit (Massachusetts Institute of Technology) di Boston. La collaborazione tuttavia non desta gran clamore, almeno fuori dai confini italiani. Come sottolinea il console generale degli Stati Uniti d’America Colomba Barrosse, Citt  della Scienza è vista come un’eccellenza all’estero. «Vediamo l’Italia come un alleato per lo sviluppo della ricerca e la divulgazione scientifica», trovando in pieno accordo il direttore del MIT Museum di Boston John Durant.
L “Exhibit Fablab” partir  in primavera e poggia le proprie basi su un progetto biennale, che prevede lo scambio di esperienze tra partner per trasferire le più sviluppate esperienze del Mit nei laboratori di Citt  della Scienza, ma anche di inviare giovani napoletani a Boston. L’iniziativa, che è ritenuta tra i 15 progetti di grande rilevanza per la cooperazione scientifica e tecnologica tra Italia e Usa, ha obiettivi virtuosi “Volgarizzare” la scienza, renderne la fruizione più semplice coinvolgendo soprattutto giovani studenti (l’et  media dei gruppi di lavoro è di circa 22 anni) nella creazione di prototipi per la comunicazione scientifica, colmando cos il gap tra ricerca scientifica e giovani che vede il nostro Paese in una ormai cronica difficolt  secondo i dati ISTAT la spesa destinata a ricerca e innovazione dell’Italia rappresenta soltanto l’8% del totale dei 27 Paesi europei, battuta dalla solita Germania seguita da Francia e Inghilterra. Proprio per questo l’impegno di Citt  della Scienza è vitale non solo per Napoli e la Campania ma per l’intero Paese.
Non è la sola “volgarizzazione” l’obiettivo dichiarato ma anche il coinvolgimento dell’Universit , reclutando giovani, modernizzando il sistema accademico rientrando nel circolo virtuoso dell’Associazione ASTC di Washington che raggruppa i maggiori Science Centres del Nord America. Grazie al contributo del MIT di Boston, che da tempo progetta exhibit mettendo al centro gli studenti, Citt  della Scienza avr  la possibilit  di sviluppare un Fablab, all’interno del nuovo Science Centre napoletano, pronto a divenire un laboratorio aperto per lo sviluppo di elementi espositivi interattivi nel campo della scienza e della tecnologia coinvolgendo studenti, visitatori, ricercatori e professionisti del settore. In aiuto di questo progetto coraggioso arriver  anche l’Urban FabLab diretto da Paolo Cascone, girovago che ha scelto di tornare a Napoli per far fruttare le conoscenze apprese in giro per il mondo in un decennio.
«L’Urban Fablab avr  il ruolo di driver spiega Cascone non solo tecnico scientifico. Il nostro obiettivo è quello di indirizzare le nuove tecnologie verso scelte sostenibili. Ecco perch, dopo l’America, c’è un nuovo continente da scoprire per Citt  della Scienza l’Africa. Un Fablab itinerante, che grazie alle sinergie con varie aziende e partner internazionali, ragioner  su temi quali l’architettura ecologica e ecosostenibile, avvalendosi di una stampante 3D autoprodetta e autosufficiente energeticamente (unico Fablab europeo a possederne una) proiettati versa la ricerca nel rapporto tra tecnologia e autocostruzione. La stampante, inoltre, sar  portata in Africa, partecipando alle biennali di Marrakech e Dakar». Ma prima di tutto l’America con un obiettivo fondamentale per l’Italia e l’Europa colmare il gap generazionale e comunicativo tra la scienza e gli studenti del Vecchio Continente.

Per saperne di più
www.cittadellascienza.it

Nella foto, al centro, la console statunitense Colomba Barrosse