Nelle sale dell’Istituto Italiano degli Studi Storici è stato presentato un vero e proprio frammento di memoria morale dell’Italia novecentesca. Il “Carteggio Croce Arangio Ruiz” (edito da “Il Mulino”collana istituto italiano per gli studi storici, p.p. 170 euro 25), curato dal brillante ricercatore napoletano Valerio Massimo Minale, raccoglie la corrispondenza tra Croce – celebre filosofo, scrittore, politico e critico letterario simbolo dell’antifascismo – e Arangio Ruiz illustre giusromanista di stampo antifascista nata tra il 20 maggio 1924 e il 17 novembre 1952.
Affrontando i temi più disparati questa fitta corrispondenza viaggia tra argomenti più teorici e frammenti di vita quotidiana, aggiungendo un importante tassello alla descrizione di una mente brillante e poliedrica come quella di Benedetto Croce, protagonista di quella “cultura totale” di chiaro stampo occidentale. Nonostante le lettere pervenute dalla mano crociana siano inferiori rispetto alle testimonianze di Arangio Ruiz, il carteggio resta d’importanza primaria è testimone di un punto di riferimento fondamentale non solo per l’Italia passata e presente ma soprattutto per quella futura.
Il giusromanista napoletano, firmando il “Manifesto degli intellettuali” contro il regime promosso da Croce in risposta a quello di Gentile, attesta il bisogno di una guida carismatica che proprio l’intellettuale napoletano era in grado di garantire in quegli anni cos difficili per l’intero Paese. Arangio Ruiz, in lettere che consegnano un rapporto da pari a pari quasi d’altri tempi, si avvale dei preziosi consigli proprio di Benedetto Croce, un esempio su tutti ricostruire l’Accademia dei Lincei. Tuttavia, come sottolinea Massimo Brutti docente di diritto romano dell’universit  di Roma “La Sapienza” il loro non è un rapporto di cieca concordia ma di arricchimento reciproco. “Pur avendo lo stesso spirito liberale racconta il docente si profila una netta divergenza nell’intendere il liberalismo in alcune lettere, come quella del 14 ottobre 1943”.
Lettere di resistenza che costituiscono la base della ricostruzione post-bellica dell’Italia repubblicana, e di una personalit  centrale ancora oggi per la politica italiana. Non è un caso, infatti, che proprio Giorgio Napolitano non più di sei mesi fa abbia ricordato la lezione più importante di Croce per un’Italia divisa tra saggi, partiti e movimenti inconcludenti “nel bene dell’Italia troveranno il limite oltre il quale non deve spingersi la loro discordia”.

In foto, la copertina del libro