Qui sopra e in alto, Sara Lubrano fotografata da Antonio Bufalo
Qui sopra e in alto, Sara Lubrano fotografata da Antonio Bufalo

Il tessuto economico italiano è fatto di piccole e micro imprese, realtà spesso stupefacenti ma poco conosciute perché prive di risorse necessarie ad acquistare sul mercato servizi di promozione e comunicazione. Cosa fare? Networking e lavoro di squadra sono la risposta. Condividere idee, attività, progetti e risorse è la strada per raggiungere il risultato, un buon risultato.
Nasce con questo spirito “Demetra” la nuova collezione di gioielli di Sara Lubrano, giovane artigiana artista napoletana, che per presentare le sue creazioni dà vita a un progetto di collaborazione con altri artigiani e due associazioni, una nata in Campania e l’altra in Puglia: EnterprisinGirls (http://www.enterprisingirls.com/i-co-branding-di-enterprisingirls.htm) e About.
Co-branding e co-marketing, strategie che entrambe le associazioni praticano per promuovere talenti e territorio, sono l’idea forte di un progetto promozionale che seguirà il ciclo naturale delle stagioni. Demetra simboleggia il ritorno a un sistema di valori, a una visione della vita e del mondo in cui le persone e i loro sentimenti sono reali e importanti, una quotidianità in cui il fluire del tempo si manifesta nella natura, un mondo nel quale il lavoro degli artigiani è apprezzato perché capace di interpretare l’individualità e il carattere rifuggendo dall’omologazione e l’anonima serialità, dalla massificazione dei grandi numeri che lo svilisce relegandolo a scelta residuale. Un prodotto artigianale ha un’anima capace di trasmettere emozioni, ricordi e passione.
Le creazioni presentate da Sara Lubrano in scatti fotografici ambientati in un campo di grano biologico si accompagnano con manufatti in ceramica, con le sete di San Leucio, con abiti sartoriali dipinti a mano e acconciature floreali. Ritratta nei panni di una dea per testimoniare una scelta: creare gioielli con l’antica tecnica della micro scultura a cera persa il cui valore va oltre quello della preziosa materia prima comprendendo quello della creatività, del cuore e delle mani di un artigiano, un valore che trascende il tempo per creare un legame emotivo con chi lo sceglierà.
Non una modella per questo shooting ma lei stessa, un’artigiana, per presentare il suo lavoro ispirato al ciclo della rinascita di Demetra: serpenti, grano, papaveri, melograno e zafferano. È proprio quest’ultimo a riservare grandi sorprese, l’originalità e la creatività di Sara si manifestano in collane, anelli, pendenti e orecchini realizzati con gli stami di zafferano coltivati a mano sul Vesuvio da Clementina Iervolino alla Masseria Clementina. Non una raffigurazione sculturea, non zafferano evocato ma prodotto autentico della terra vulcanica protetto da pietre trasparenti per conferire energia e forza a pezzi unici creati per donne e uomini che amano l’’originalità.
Di questa collezione e di questo progetto colpiscono diverse cose. La tenacia di un gruppo di giovani che aggrega anche adulti, donne e uomini insieme, per far conoscere un’economia diversa e raccontare i luoghi in maniera differente. La conferma di Napoli come fucina di idee e laboratorio di sperimentazioni in una fusione di arte, artigianato, cultura, storia e identità.
La vivacità e la competenza nella promozione dell’economia italiana di alcune associazioni che costruiscono progetti interessanti basandosi esclusivamente sulle proprie forze. La capacità di generare valore aggiunto e sostenere il talento attraverso collaborazione e condivisione tra professionalità e competenze, non è più tempo di camminare da soli.
L’evidente – se non per tutti, per alcuni – bisogno di essere educati e ri-educati al bello poiché si avverte l’impellenza di una camera di compensazione in cui prendere fiato sottraendosi al costante bombardamento pubblicitario di oggetti dozzinali, identici, ripetitivi e di scarso – o nessun –  valore.

Il progetto Demetra è realizzato da Sara Lubrano in collaborazione con:
Maristella De Giuseppe (ab-out architectural  bureau), Angela Barone (sartoria Antonelli), Giusi Marfella (Marfella Atelier), Ela Siromascenko (stilista), Vincenzo Franco (ceramiche), Pastificio Spigabruna (il campo di grano biologico Senatore Cappelli), Gianluca Agata (storytelling),  idea verde (ornamenti floreali). Prossima tappa, lo storico Caffè Gambrinus, che alla dea ha dedicato un dolce: qui  verranno realizzati altri scatti sempre firmati da Antonio Bufalo