Amore, coscienza di s, turbamento, emozioni. Con queste sfumature d’inchiostro Dora Celeste Amato firma “Figure della passione”, edito da Empira, pagine 119 (euro 14).
Centoquindici poesie, massimamente introspettive, che inneggiano innanzitutto all’amore. Cercato, ossequiato, agognato, pensato.
Non a caso il libro inizia e finisce con delle dediche a “Carlo”. Probabilmente la persona amata. L’intera scrittura sembrerebbe parlare proprio di Dora, una sorta di specchio della sua stessa anima.
Carlo, quella persona apparentemente immaginaria che lei prende per mano, lo abbraccia e lo bacia con la leggerezza dell’immaginazione, quasi lo condiziona con la forza del pensiero. Ma gli parla, lo consiglia, lo aspetta a s. E alla fine sembra proprio averlo.
In “Motore di ricerca” sembra suggellare il pensiero per la persona amata
“Mi chiedono quale sia il mio motore di ricerca/Sorrido amara/Soltanto tu lo sei/Motore di vita è il tuo silenzio/Io Alice Tecnologica/Divento volano di clic senz’anima”.
Ma anche la paura di perderlo (Coscienti)
“Gli alvei/Traboccano di umori e di vissuto/Stremati di stupore/Noi/Il riso/L’ironia/L’urgenza di esserci/Dirci/Darci/Confrontarci/Coscienti una resa incondizionata significherebbe la certezza di perderci”.
Ne parliamo con l’autrice.

Dopo la raccolta di racconti “Cannocchiale e grandangolo”, edito da Colonnese, la poesia di “Figure della passione”. In quest’ultimo lavoro si percepisce uno spunto autobiografico. E’ vero o no?
Non è vero assolutamente. Non ho mai pensato di raccontare me stessa. Ho sempre sempre cercato di capire, invece, quali siano gli elementi ricorrenti nelle vicende che interessano gli esseri umani. Li ho quindi usati per convincere il lettore che la sincerit  è la via maestra per esporre i propri sentimenti in modo sensibile. Se avessi scritto di me sarei stata ragionevole; scrivendo la verit , credo di avere scritto cose sensibili.
Carlo assomiglia alla persona amata? E’ cos?
Carlo è proprio la persona amata, nel merito non ho altro da dire.
L’amore è il tema portante a cui si rivolge. Come lo definisce?
Il tema portante è la vita, la scusa è l’amore l’amore, pertanto, è la più grande scusa per vivere, anche se ci vogliamo molto bene, quasi ci amiamo.
Se penso che la sua è una poesia dura, irta, difficile a penetrarsi, è vero?
Se lo dice lei, sar  vero anche per gli altri. La poesia è un linguaggio sintetico per questo è difficile da penetrare, non credo però che la mia sia dura forse è irta perch esplicita la realt  e l’esplicitazione è sempre un rischio.
Lei è pure giornalista, interpreta fatti, è empirica, razionale. La poesia è suono, ritmo, linguaggio del corpo. Due mondi apparentemente stridenti.
Il giornalismo è cronaca vuole rendere evidente la notizia per questo la sua forza è nella scelta. Deve decidere cosa mettere in evidenza e cosa no. La poesia anche opera scelte. Solo che il giornalismo tende ad una interpretazione che vuole essere oggettiva, mentre la poesia mira ad una oggettivit  che si nasconde nell’interpretazione; dunque, il giornalismo si accontenta della cronaca e la poesia aspira all’universalit . Non si può rinunciare a nessuno dei due valori perch il quotidiano della cronaca diviene universale nella poesia. Per questo occorre misurare il valore delle parole.
Sta gi  scrivendo altro?
Scrivo spesso d’altro anzi dirò scrivo sempre altro. Non riesco a scrivere altro che altro oscillo tra le geometrie del giornalismo, il fuoco della poesia, il filo del racconto. Mi interessano questi tre valori geometria, fuoco e filo, ma non sempre mi sento all’altezza di uno di essi, quindi chiedo che l’uno aiuti l’altro tentando contagi’, come dice qualcuno. Scrivo della passione perch per passione scrivo.

In foto, la copertina e l’autrice

Luned 11 marzo 2013